BLU per il progetto Sky Line Distreet a Catania

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Sky Line Distreet (di Res Pubblica Temporanea) a Librino, Catania

Ci sono quartieri periferici degradati, emarginati, segnati dagli errori della pubblica amministrazione e dall’indifferenza. Ci sono città in cui la forza di volontà e la creatività di pochi fa la differenza. Ci sono progetti, nati dal basso, che pongono l’accento su problematiche locali, sociali e politiche e che ridanno vita a un quartiere.
E’ il caso del quartiere Librino a Catania, e del progetto del collettivo “Res Pubblica Temporanea”, un gruppo di artisti, o meglio, “giovini carbonari liberi in uno stato lavico. Debellatori certificati di pubbliche distonie. Ideatori e installatori di messaggi iconici.”, come si autodefiniscono, capitanato da Poki, Luprete e Sinmetro.
Dopo avervi parlato del loro impegno nel quartiere San Berillo, ci spostiamo in quello di Librino, spesso descritto dai media come “centro di spaccio e degrado catanese”.

Librino: il quartiere che sta rinascendo dalle sue ceneri

Librino è il quartiere dei sogni disillusi: negli anni ’70 fu zona prescelta per un progetto urbanistico moderno, comprensivo di servizi, aree verdi, università, ospedali, centri commerciali e molto altro ancora. Ma il sogno si è scontrato con la realtà dei problemi amministrativi e con quelli urbani, in primis l’inquinamento acustico per la vicinanza all’allora aeroporto Fontanarossa, oggi Vincenzo Bellini.
Da allora la situazione è degenerata, tra delinquenza e costruzione di case abusive: Librino è ora un quartiere popolare che conta 80.000 abitanti ed è un grande pozzo da cui attingere in periodo di elezioni.

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Aiutata dalla povertà e dall’ignoranza la criminalità organizzata prolifica, tanti centri di spaccio, magazzini d’armi e residenza di alcuni pezzi grossi fanno di questo posto un luogo che gode di una cattiva fama.

Librino è anche palcoscenico istituzionale, in cui esibirsi, fare le proprie buone azioni, pubblicizzarle e poi andare via nell’ombra lasciando tutto com’è. Ma qualcosa finalmente si sta smuovendo, con una lenta ripresa, dal basso, per cui appunto Res Pubblica Temporanea sta dando un contributo significativo.

Sky Line Distreet a Librino, Catania

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A Catania, con l’appoggio del Campo San Teodoro Liberato, del Teatro Coppola – Teatro dei cittadini, il supporto della fan page Street Art Catania e quello di Urban Lives, il collettivo Res Publica Temporanea ha da due mesi “chiamato alle arti” artisti nazionali e internazionali per intervenire nel quartiere di Librino.

Come afferma Res Pubblica Temporanea “dopo l’esplosione della moda della street art nell’isola, con Catania che si vanta dei suoi grossi silos, Librino sembra essere il nuovo obiettivo da colorare, con i suoi grandi spazi e grossi palazzi grigi, è il luogo perfetto per una ”riqualificazione” chic, in cui quello che si cambia è l’abito, lasciando il corpo ad imputridire in un bellissimo vestito di taffetà. Non staremo qui a dire cosa e come dovrebbe essere la Street Art, ma spiegheremo cosa vorremmo che accada in questo quartiere: una conquista vecchio stile, un esercito di Artisti che scenda nelle strade e che inizi a fare Arte, laboratori, giochi, opere e parli e litighi e discuta con gli abitanti. Un’interazione che porti in maniera ”violenta” la cultura attraverso l’espressione. Un quartiere invaso da artisti coinvolti nella realtà che li ospita trasformeranno non solo l’aspetto del luogo, ma lasceranno un segno anche nelle persone, che per la prima volta, si vedranno coinvolte nel cambiamento. Nessun intervento sarà legale. Nessun muro è garantito.”.
Il progetto è partito a marzo e proseguirà fino a luglio: tanti gli artisti che hanno già aderito e partecipato, tra cui NemO’s, Collettivo FX, Poki, Rosk & Loste, Luvi, I mangiatori di Patate, SinMetro e, recentemente, Blu.

La colata di lava di Blu per il quartiere di Librino

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blu catania di corrado vasquez 2La straordinaria opera realizzata in sole tre settimane dall’artista Blu è, come sempre, ricca di riferimenti alla storia del quartiere e del territorio: realizzata sulla facciata di un palazzo di viale Moncada 6/a rappresenta il quartiere Librino in parte sommerso dalla lava dell’Etna, che porta con sé ed elimina “i personaggi delle istituzioni, uomini nascosti dietro maschere di legalità”.  Evidente anche il riferimento alla Mafia, rappresentata come una gigantesca piovra con il volto di un teschio.

Come afferma l’artista Luprete, che insieme a Poki ha invitato Blu a partecipare al progetto e lo ha assistito durante l’esecuzione del murale, “E’ un vulcano che erutta una lava che rappresenta la città, fatta di forze e di energie, pronte a distruggere tutto il male che c’è qua.
Questo lavoro, ha prima di tutto un valore sociale, che artistico… su tutta la facciata del palazzo vi erano evidenti parti degradate, il ferro a vista ed il calcestruzzo saltato, difatti se vai al Viale Moncada 6/a, ti accorgerai che il muro è butterato, non liscio. Mbare BLU il primo giorno ha passato l’antiruggine ed il secondo una malta per rattoppare… tutto ciò su otto piani. Ora, u cristianu do secunnu pianu per un po’ di tempo non avrà più infiltrazioni a casa, perchè come a detto qualcuno: Su aspitavumu u Comuni sinni calava u palazzu.
Tutto ciò è stato realizzato senza autorizzazioni ne’ carte bollate. Ringraziamo il quartiere”.

Un’opera, quindi, non solo pensata per risollevare il quartiere da un punto di vista morale e sociale ma anche pratico: questo è un vero esempio di arte di strada e riqualificazione urbana, che vale più di mille pareti “esteticamente belle” e di qualsiasi progetto che non ha un legame profondo col territorio.

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Intervista al collettivo Res Pubblica Temporanea

In quale modo sta reagendo la cittadinanza al vostro progetto? In che modo è stata coinvolta?

Piuttosto bene, sono stati curiosi, critici, entusiasti, chiassosi, ospitali, di compagnia, di cuore. Comprendono e supportano il nostro modo di fare arte urbana, indignandosi spesso e volentieri nei confronti dell’amministrazione. In che modo è stata coinvolta? In modo del tutto spontaneo, quella di Librino é una dimensione classica di quartiere, la gente vive la strada ed entra in relazione facilmente, primi fra tutti i bambini coi quali abbiamo iniziato a dipingere qua e lá.

Librino è in lenta ripresa, anche grazie a una crescente attenzione mediatica, a realtà associative e locali e alle iniziative artistiche e culturali: cosa sperate per il futuro del quartiere?

Librino ha già tutto quello che può desiderare dal suo futuro: I bambini. Sono tanti e bellissimi, per le strade liberi e padroni. Difatti abbiamo realizzato già dei disegni. Il primo murales è stato richiesto da uno di loro, che ha detto disegniamo Haring, da questo input è nata la prima Crew di Librino, sotto i 12 anni appunto, i Librino Boys, a breve avremo una tag.. ma prima di firmare, dobbiamo creare.  E’ stato veramente bello vedere uno dei ragazzini (12 anni) avere dimestichezza con gli spray, al primo approccio!

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Mi avete raccontato che il disegno di Blu è stato ideato senza un bozzetto: ci potete raccontare quanto e in che modo le storie del quartiere hanno influito nell’ideazione del murale? Ci sono elementi simbolici presenti nel disegno che mi vuoi spiegare?
 

blu catania di corrado vasquez 3Come già sappiamo, una parte del movimento di arte urbana predilige la visione diretta della vita di un luogo, prima di rappresentarlo. Con lo stesso approccio,  Blu, ha disegnato un qualcosa che prendeva forma, pian piano,  da ciò che ha visto o che ha sentito attraverso il nostro modo di comunicare, con le persone lì attorno che gli parlavano anche in dialetto. Inoltre l’opera di Blu ha un valore che va oltre la mera rappresentazione, la vera opera di Blu è l’aver ristrutturato la facciata, dapprima togliendo le parti di intonaco cadente, con il ferro a vista, passando l’antiruggine e rifinendo e rattoppando con un malta,  questo su tutta la facciata del palazzo.

Qualche aneddoto particolare riguardante le 3 settimane della permanenza di Blu a Catania?  

La cosa più bella è sicuramente il bambino che vedendolo appeso ha gridato a sua madre: Mamma, ma quello è spider man!

Blu come si è posto rispetto alle persone e alle associazioni presenti sul territorio?

Ha subito capito che l’obiettivo era “saccheggiare gli spazi”, toglierli ad enti che sanno concepire le opere come avulse dal territorio, già fatte e decise a tavolino, invece creare dal basso e con il consenso delle persone che vivono i luoghi, è l’unica soluzione,  lo si poteva fare solo con entità che nel territorio a vario titolo, continuano a fare socialità attraverso la cultura e lo sport. Ad oggi abbiamo ricevuto molte commesse da parte della gente, e questo ci fa capire che nonostante questo tempo sia vuoto, abbia bisogno di riprendersi ciò che altri prima di noi ci hanno lasciato. Le arti sono ricchezza comune, educazione, non esclusiva di qualcuno.

 

Grazie, per tutto quello che avete fatto. E grazie a Blu, per il suo modo unico di lavorare a contatto con il territorio e per aver fatto questo regalo a una bellissima città, che grazie a persone come voi sta andando avanti e sta rinascendo.

Foto credits: Lorenzo Corrado Vasquez e Zoo Print&Press

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