Caracollo e l’astrazione della realtà con l’arte

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Caracollo 2Ho avuto il piacere di conoscere artisticamente Caracollo durante una delle mie due visite a Prato, in compagnia dell’artista locale AAHM00. Sulla facciata laterale del piccolo edificio su cui aveva realizzato l’opera “For All The Creatures” si nascondeva infatti il primo murale del giovanissimo artista Caracollo, suo amico.
Il suo stile astratto e l’enigmatico soggetto rappresentato mi aveva colpito subito, tanto da indurmi a invitarlo alla jam del primo maggio 2016 organizzata da me, Reve+ e Collettivo FX alle Officine Reggiane, Reggio Emilia, a cui hanno partecipato oltre 70 artisti. In quell’occasione ci siamo finalmente conosciuti di persona e ho apprezzato molto che, con grande entusiasmo, fosse venuto apposta da Prato, per ben due giorni.
Da allora siamo rimasti in contatti e il suo percorso artistico è andato brillantemente avanti.

Caracollo, che ha preso il nome da un personaggio del romanzo fantasy francese “L’orda del vento”, mi racconta che disegna fin da quando andava all’asilo, e di aver fatto sempre studi artistici nel percorso scolastico (Istituto d’arte e accademia). Oltre all’arte si interessa alla musica (suono la chitarra), con una predilazione per l’alternative e post rock e il new wave (miei stessi gusti, tra l’altro) e allo sport (pallanuotista e tifoso di calcio).
Ha iniziato a “imbrattare i muri” più o meno due anni fa; quando, appunto, un pomeriggio incontrando AAHM00 aveva saputo che si stava recando a dipingere con asta e rullo sul muro di un edificio privato, che svetta tra le colline poco fuori Prato, e aveva deciso di seguirlo in questa impresa. Da lì non si è più fermato, continuando a dipingere su muro, per lo più in fabbriche abbandonate. A luglio realizza una combo, sempre in uno spazio in disuso, insieme agli artisti AAHM00, Moallaseconda, Frenulo e Guerrilla SPAM.

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L’arte lo ha sempre affascinato ed interessato, ha sempre sentito durante la mia vita la necessità di “creare arte” ma, come mi racconta, “non ci ho mai puntato sopra, non ci credevo, mi limitavo solo a disegnare per conto mio. Nel 2014, dopo un periodo molto duro della mia vita (ho passato pure un mese in ospedale) decisi di assecondare, finalmente, questo bisogno che mi martellava dentro. Adesso è una necessità“.

Il suo lavoro si basa sul sintetizzare e astrarre la realtà; prende degli elementi che gli interessano particolarmente e rielaborandoli sul supporto (tela, muro ecc..) attua questo processo.  Prima di andare sul muro fa quasi sempre un bozzetto, ragiona molto su quello che devo fare, però quando si trova col pennello e i colori in mano va molto d’istinto e di impulso, un po’ come se fosse in trance agonistica. “Per me dipingere è una cosa molto fisica, come lo sport; come la vita. Il gesto e il segno sono elementi a cui do molta importanza

Inizialmente era attratto dalla forma degli alberi, soprattutto quelli potati, che già di per sé appaiono come figure astratte. Adesso, andando avanti, ha esteso questo modo di vedere a tutto quello che osserva.
Per il futuro si preoccupa solo di sviluppare al meglio il suo stile e portare avanti la mia ricerca, che sicuramente non si fermerà solo all’aspetto “muro” o “ tela”.

Io, per il suo futuro artistico, spero che ottenga la visibilità che merita e non vedo l’ora di scoprire i passi successivi della sua sperimentazione e astrazione della realtà.

Maggiori informazioni su Caracollo: Tumblr / Pagina Facebook
Foto credits: Caracollo

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