Intervista a Gola Hundun: natura e Intelligenza Vegetale

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Ho avuto il piacere di assistere alla mostra di Gola Hundun a Bologna (Galleria Portanova 12), “Intelligenza Artificiale”, prorogata fino al 6 aprile. L’artista cerca di tradurre in immagini le capacità strabilianti della vita arborea, proiettandoci in un mondo naturale magnetico, dalle tonalità brillanti e dagli equilibri cromatici, dai dettagli minuziosi e le composizione oniriche e visionarie. Ringrazio l’artista per questa intervista, che volevo fare da tanto, per approfondire le tematiche della mostra e non solo.

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I quadri esposti alla mostra di Portanova12 sono stati realizzati appositamente per l’esposizione: quanto ci hai messo a realizzarli? La mostra verrà riproposta in altre città?

Sì i quadri sono stati realizzati appositamente per la mostra, sotto l’influenza della lettura del libro “Verde Brillante” di Mancuso e Viola che è stato realmente il mio testo sacro durante la creazione dei pezzi (parte degli acquarelli presentati erano tuttavia già editi). La produzione è iniziata in settembre dove ho lavorato in modo discontinuo tra un progetto e l’altro fino a dicembre per poi immergermi nelle profondità della mia caverna studio fino a febbraio. Per ora non prevedo di muovere la mostra in blocco verso altre città sebbene una selezione di pezzi verrà probabilmente esposto in Australia sul finire di questa primavera.

Che sensazioni speri di provocare nello spettatore di questa mostra?

Diciamo che in questo caso ho cercato di tradurre alcune delle sapienze apprese sulla neurologia vegetale e sulle dinamiche della comunicazione vegetale in immagini. Non so se ci sono riuscito, ad ogni modo ho provato ad instillare nei pezzi il grande fascino che provo per queste creature così lontane e così vicine a noi, le piante, nel tentativo di svecchiare la diffusa percezione di esse come esseri inerti, i quali sono invece molto più complesse di noi godendo di milioni di anni in più di evoluzione. Penso che noi umani abbiamo molto da imparare a livello sociale da queste ultime, ma per farlo dobbiamo apprendere il loro linguaggio, insegnare comunicazione interspecie a scuola non sarebbe affatto male come inizio.


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Ci sono posti o situazioni da cui prendi particolarmente ispirazione?

Lo studio, il confronto con gli altri, le avventure, le camminate extraurbane, gli amici, insomma tutto… Penso tuttavia che la curiosità sia il primo motore.

In quale modo ami entrare in contatto con la natura?

Dall’osservare gli atteggiamenti e le interelazioni dei piccioni in città, all’avventura nella jungla! In fondo natura è tutto ciò che non è costruito, da noi o da altri esseri che costruiscono (vedi formiche, uccelli, etc), tuttavia si può riconoscere l’interazione fantasiosa della natura in tutti gli ambienti, antropomorfizzati e non. Sono certo che non tutti saranno d’accordo con me con questa definizione, imputando naturale anche l’opera fatta da un essere naturale come l’uomo, tuttavia io non mi sento di definire la città qualcosa di naturale in quanto le leggi che regolano il suo funzionamento non hanno a che fare con quelle naturali ma con un sistema articolato finalizzato alla costruzione di uno spazio artefatto studiato e reso funzionale alle esigenze sociali umane. Detto questo, preciso che vivo in città, ancora…

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Quando dipingi ami chiacchierare o ascoltare musica?

Riesco a dipingere chiacchierando, ma generalmente preferisco ascoltare musica principalmente strumentale, ultimamente ascolto molto post rock, ambient, doom sperimentale, e colonne sonore di film avventurosi che ho amato. In generale mi piacciono le sonorità paesaggistiche e progressive per lavorare, suoni fluidi che ti trasportano, in atmosfere selvagge e fluttuanti. Il CD favorito dell’ultimo annetto è sicuramente la colonna sonora di Conan il Barbaro. :)

Hai già in mente la tappa successiva del tuo percorso artistico?

Il sentiero che ho imboccato e che desidero continuare a camminare con maggiore efficacia rispetto alla mia produzione artistica, è quello di tentare di portare il selvaggio in città, soprattutto attraverso l’approccio installativo e muralista.
Ciò che desidero è fomentare attraverso la mia opera la sensibilizzazione sull’importanza del verde in città tanto per motivi utilitari per noi come ad esempio l’abbattimento delle sostanze inquinanti ed il beneficio per l’equilibrio psicofisico dato dalla vicinanza al verde per citarne alcuni, che per motivazioni più idealistiche come il rispetto e la comprensione delle altre forme di vita che pensano ed agiscono diversamente da noi.
Un altro fattore importante sul quale voglio essere attivo è l’incentivazione della creazione di piccoli o grandi rifugi e zone abitabili per la fauna urbana con l’idea di promuovere un approccio interspecie alla città che è spazio umano per antonomasia sottratto alle leggi della natura. Una compresenza quindi con altre creature per aprire nel tempo la percezione del cittadino e del futuro cittadino all’importanza teorica del pensiero egualitario sulla vita di tutti i giorni, oltre al simbolico restituire parte dello spazio reclamato come nostro. (Non dimentichiamo anche i motivi utilitari rispetto allo stesso vivere umano che l’applicazione di questo pensiero potrebbe comportare, per esempio l’abbattimento del numero di zanzare grazie alla presenza di pipistrelli o le migliorie dell impollinazione grazie all’azione dei coleotteri o api ad esempio.)

Cosa ne pensi della scena italiana di arte urbana, paragonata soprattutto a quella spagnola o di altri paesi?

La scena di ogni paese influenza indubbiamente verso un tipo di approccio e di proposta.

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Maggiori informazioni:
Sito ufficiale dell’artista

Photo credits:
Gola Hundun e Mario Covotta

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