Intervista al writer-pittore di Firenze ERO-Santini Federico

intervista writer ero

Nel corso dei miei tantissimi viaggi in treno, sono sempre rimasta affascinata dal lungolinea delle stazioni ferroviarie di Firenze. Ho avuto in passato il piacere di conoscere alcuni dei train bomber un tempo attivi nella città di Firenze, tra cui l’amico Irwin di ADR crew, ma ancora non ero riuscita a imbattermi in uno dei miei preferiti, ERO.
Un writer dallo stile inconfondibile, un mix perfetto di forme, colori, astrattismo. Uno stile che ricorda un altro artista, in crew con lui, che conosco e ammiro da tanto, ovvero Ema Jons.
Avevo in testa tante domande da fare a Ero, ma non avrei mai immaginato che un giorno sarebbe stato lui a contattare me. Finalmente posso intervistarlo.

treno ero

Descriviti in una riga

Impossibile autodescrivermi in una riga

Hai tappezzato di graffiti treni e il lungolinea e le strade di Firenze. Ma quanto hai viaggiato per il graffiti writing?

Ho dipinto poco all’estero ho prediletto più l’Italia

Quando hai iniziato a dipingere? E a scrivere le prime tag?

Ho iniziato a scrivere il mio nome d’arte nell estate del ’98, durante i mondiali in Francia, e
da li non ho più smesso.IMG_0004

Sei ancora in contatto con i writer e le crew con cui avevi iniziato a dipingere a
Firenze?

Sì sono ancora in contatto sia con le persone con cui ho iniziato a dipingere a Firenze che
con quelle delle mie crew.

Perché il nome ERO?

Sono tre lettere in ordine del mio nome

Di quale tuo lavoro artistico o impresa vai maggiormente fiero?

Fiero non mi definirei… sono contento e mi ritengo fortunato del fatto che son riuscito a
fare della mia arte un lavoro. Credo che sia l’impresa più difficile di tutte.

Come concili la tua doppia vita da writer e pittore?

Sono un writers è nello stesso tempo pittore e viceversa.

Quali sono o sono stati i tuoi miti o punti di riferimento, nazionali e non, nel
graffiti writing?

Ce ne sarebbero tanti… in particolare direi tutta la scena tedesca, Berlino e i francesi P.A.L

Il tuo stile rientra nel cosiddetto “anti graffiti” o anti-style, trash graffiti ecc.
Cosa ne pensi di questo “movimento”? Come pensi sia cambiato negli ultimi dieci
anni? Perché lo preferisci ad altri stili?

Diciamo che non è che preferisco il mio stile ad altri… lo faccio perché è quello che mi diverte e mi soddisfa di più fare. Apprezzo qualsiasi graffito ben fatto al di là dello stile che ha… poi ci son stili che preferisco ovviamente.
E’ cambiato molto negli ultimi 10 anni, io sono un nostalgico ma lo sono in generale quindi anche quando si parla di graffiti. E’ cambiato principalmente l’ approccio e di conseguenza tutto il resto. Il periodo d’oro dell’Italia è iniziato negli anni ’90 ed è sfumato all’incirca nel 2010, facevano scuola al mondo intero, purtroppo la generazione dopo non ha saputo ribadirsi altrettanto.
L’Italia ha dato molto in quel decennio. La Toscana e sopratutto Firenze ha dato tanto a livello di qualità e quantità. E’ partita con i capi PIARS e si è evoluta nei bombers ADR circondati da un sacco di altri nomi validissimi. C’era competizione tra crew, ma una competizione sana che spingeva a fare sempre meglio e sempre di piu’. Questa è pura fantascienza oggi. Credo che sia una conseguenza di questa pseudo crisi che è principalmente una crisi
mentale, morale ed individuale prima che crisi economica.
Una crisi mentale e morale influisce sullo sviluppo artistico, quindi anche sulla qualità dei graffiti.

Chi sei oggi e come vedi il tuo futuro, da writer e da pittore/street artist?

Voglio fare il pittore nella mia vita e ci sto riuscendo, sento che ho molto da dare ancora.

Un sogno nel cassetto

Non ho un sogno nel cassetto, mi basterebbe stare bene, sereno continuare a dipingere e a vivere felice e contento forever. Voglio prendere un cane.

Quanto ha influenzato la tua arte la tua attitudine la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica si è sviluppata insieme a quella dell’arte. Sono cresciuto riuscendo a mandare avanti entrambe le cose, credo che si siano influenzate inconsciamente a vicenda.

E cosa ne pensi della scena underground fiorentina?

Sulla scena fiorentina ci sarebbe da dire un sacco di cose, come ci sarebbe da dire su tante scene di tante città italiane. Noi siamo arrivati praticamente alla fine di questo processo “artistico” e abbiamo vissuto lo sfumarsi della scena stessa. Mi ritengo fortunato, comunque, di essere arrivato in tempo per conoscere persone e situazioni valide.
Dico con molto dispiacere che la generazione attuale di Firenze è stata quella che più di tutte non è riuscita ad eguagliare quella precedente, è un problema comune in tutte le città, ma Firenze ha visto clamorosamente giorni migliori e lo può constatare chiunque.

Saluto e ringrazio in primis per l’intervista concessa, poi i miei compagni di crew JERIS ed EMA JONS, l’evento LOCAL ART WALLS a Certaldo che in collaborazione abbiamo realizzato la murata del video, tutte le persone che tifano per me e quelle che tifano contro ?
Saluti e baci a tutti

Per maggiori informazioni:
Profilo di Federico Santini su Instagram
Grazie all’artista per le foto

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