Jam con 70 artisti per salvare le Officine Reggiane

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Chi mi conosce o mi legge da tanto sa quanto sia affezionata alla scena di Reggio Emilia e dintorni e in particolare alle Officine Reggiane: l’affiatamento e la collaborazione degli artisti di strada e dei graffiti writer di Reggio Emilia, Parma, Modena e Ferrara e altre città limitrofe, sono un esempio unico e straordinario in Italia di arte spontanea e genuina che, da lungo tempo, ha dato al progetto “Graffiti Reggio Emilia” e a numerose jam che si sono svolte presso la storica ex fabbrica.

1° maggio: “Addetti ai Lavori”, una street art e graffiti jam alle Officine Reggiane (Reggio Emilia)

Domenica 1° maggio Urban Lives, insieme a Graffiti Reggio Emilia, ha  organizzato una “street art e graffiti jam” unica nel suo genere: un incontro di respiro internazionale con oltre 70 artisti arrivati da ogni parte d’Italia e tre dall’estero. Obiettivo primario della jam è stato quello di accogliere quelli che ci piace definire “i nuovi operai della fabbrica”, e salvaguardarne il valore artistico, accrescendolo in un’azione collettiva.

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Da un’occupazione storica a quella artistica: 5 anni di “Graffiti Reggio Emilia”

Le Officine Reggiane non sono solo una ex fabbrica abbandonata di valore storico.
Dal 2012 sono un punto di riferimento importante per arte urbana, post-graffitismo e graffiti writing in Italia. Il merito va, appunto, agli artisti locali che con il loro impegno costante di abbellimento e riqualificazione artistica, grazie anche al coinvolgimento di quelli arrivati appositamente da tutta Italia, hanno saputo promuove e divulgare il valore storico del luogo. La “Jam R 60” ne era stata un esempio e anticipazione, con la partecipazione di 50 artisti, e di figure protagoniste dell’occupazione storica della fabbrica (1950).

Le Officine Reggiane oggi sono tutt’altro che un posto abbandonato: sono tuttora un’officina, e gli artisti gli operai che la gestiscono, che la mantengono in vita.
Le Reggiane sono una realtà unica in Italia, in cui convergono in armonia artisti con storie e stili diversi, tutti contraddistinti dalla voglia di conoscersi, confrontarsi, aiutarsi e valorizzare il luogo e il territorio.
Con la jam del primo maggio abbiamo lanciato un invito a produrre nuova arte, per ricordare o rendere noto il lavoro finora svolto dagli artisti-artigiani e aprire le porte a nuovi “operai”, e aprire le porte a nuove partecipazioni, sia dall';Italia che dall’estero.

Lottiamo, attraverso l’arte (loro) e reportage (io) per mantenere in vita le Officine (artistiche) Reggiane, prima che le multinazionali possano raderle al suolo o cancellare il lavoro (autogestito e autofinanziato) e le opere, frutto di anni di impegno. Grazie alle innumerevoli e bellissime nuove opere, realizzate nel corso della jam, abbiamo reso le Reggiane un posto ancora più bello: ora non ci resta che sperare che questo lavoro e la nuova identità di questo luogo vengano riconosciute e valorizzate (a livello locale) dalle istituzioni e a livello nazionale e internazionale dai media.

Cosa speriamo per il futuro delle Officine Reggiane

Invito le istituzioni locali a mettersi in contatto con Urban Lives e Graffiti Reggio Emilia per un confronto sul futuro di questo luogo storico: siamo alla ricerca di un dialogo costruttivo, anche per avanzare proposte e progetti concreti sulla riqualificazione.
Quello che chiediamo è il riconoscimento del lavoro artistico finora svolto ma anche e soprattutto di avere voce in capitolo sul futuro di questo luogo: sogniamo e proponiamo, oltre alla bonifica già iniziata, un’opera di riconversione degli spazi che ne rispetti la storia e che soprattutto miri alla realizzazione di un nuovo polo artistico e culturale unico in Italia, un luogo di arte, di confronto, di aggregazione sociale.
Invitiamo, inoltre, i media e gli appassionati di street art a divulgare tutte queste informazioni e aiutarci in un passaparola che dia il giusto riconoscimento agli artisti e a tutti coloro che hanno contribuito alla rinascita delle Officine, inclusi appassionati di street art, fotografi e giornalisti e su tutti l’ex direttore della Gazzetta di Reggio Emilia, Paolo Cagnan, che tanto si è battuto in questo senso.

La jam: il più grande raduno di arte spontanea e indipendente in Italia

Ogni volta che ne ho la possibilità faccio un salto alle Officine Reggiane, per me quasi una seconda casa. Il legame con la terra e con gli amici artisti locali si è consolidato in quest’ultimo anno e mezzo di viaggi.
Un paio di mesi fa, facendo tappa a Reggio Emilia nel corso di un viaggio, osservando con preoccupazione la strada asfaltata appena realizzata e le ruspe per la bonifica delle Reggiane (di cui però, in realtà, si sa poco e niente) non abbiamo potuto fare a meno di interrogarci sull’incerto futuro delle Reggiane. Tra gli artisti presenti, la maggior parte sfiduciati e preoccupati, ho accolto con grande interesse l’idea costruttiva e propositiva di Reve+, supportata da Collettivo FX, di realizzare un evento che scuotesse l’opinione pubblica e attirasse l’attenzione dei media e delle istituzioni. Ho sempre amato le sfide e ho quindi deciso di rimboccarmi le mani e di realizzarla, con la loro preziosa collaborazione.

Ci sembrava un’impresa decisamente pazza e ambiziosa: 2 mesi e mezzo di inviti e passaparola, che ho diffuso anche tra artisti stranieri (alcuni dei quali interessati ma impossibilitati per impegni precedenti) hanno fatto sì che le adesioni fossero numerose e al di sopra di qualsiasi aspettativa.

La line up, a cui vanno aggiunti altri giovani artisti locali, è la seguente:

Dzia (Belgio) / Astro Naut (Spagna) / Nemo’s / Hang / Bibbito / Collettivo FX / Dada / Rhiot / Psiko Patik / Reve+/ JamesBoy / Exit Enter / Argo / About Ponny / False / PoketClouds / Mark / Andrea Casciu / Pepecoibermuda / RMOGRL 8120 / Sfiggy / Dissenso Cognitivo / Peto / Doppiorizzonte / Guerrilla Spam / ADR / El Tilf / Blackwhan / Ale Senso / Snem / Riky Boy / Progeas Family / Argemo / 051 / Caracollo / HAZKJ / SHARKO / AndreaV / Frenulo / Hopnn / Valda / E-team crew / Tomoz / Lamico / Reni / Rafe art / Psiko / Mendez / The Other / Over 1 / Net / Moe / Apice / Hokum / Leonardo Borri

I tre artisti internazionali, che non mi stancherò mai di ringraziare, sono l’italiana Ale Senso da Berlino, Astro Naut da Madrid e Dzia dal Belgio, con cui ho intrapreso un mini tour dell’Emilia Romagna di cui presto vi racconterò.

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Il giorno prima della Jam: sopralluogo e prima pittata

Arrivata sabato mattina a Reggio Emilia insieme a Dzia, dopo un primo veloce saluto ai capannoni dalla stazione ferroviaria, siamo andati a caccia di spray in compagnia di Reve+, con una doverosa sosta a base di tortelli e lambrusco.
Il pomeriggio del 30 Aprile può invece essere considerata una anticipazione della jam “Addetti ai Lavori”: tanti gli artisti presenti, tra cui i locali Bibbito e Reve+, Doppiorizzonte, Ale Senso, Dzia, Tilf + Blackwan, ADR.

Una bellissima giornata, graziata dal sole, con tante opere notevoli realizzate e l’entusiasmo e l’affiatamento di tutti. Nel tardo pomeriggio noi organizzatori della jam, ovvero io, Reve+ e Collettivo FX, abbiamo fatto un sopralluogo in quello che era stato designato come l’edificio perfetto per una “pittata di gruppo”: 3 piani, in parte abitati, con tantissimi muri a disposizione e tutti al coperto, quindi perfetti in caso di pioggia. Collettivo FX ha instaurato un dialogo con i tranquilli abitanti del luogo, persone povere perlopiù extracomunitari che, soprattutto nei precedenti giorni di freddo intenso, avevano trovato lì un rifugio.

Inutile dire che tutti gli artisti contattati per la jam erano stati informati, non solo sulla storia delle Reggiane (per i pochi che non la conoscevano), ma anche e soprattutto sulle condizioni attuali e invitati alla prudenza, alle cautele del caso e al massimo rispetto del luogo.

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Jam del 1 maggio: racconto di una giornata memorabile

Difficile davvero raccontare le tantissime emozioni vissute in una sola giornata: talmente tante che non so da che parte iniziare. Partiamo dal dire che tutto è filato liscio: nessun imprevisto, nessun incidente, nessun litigio, nessun acquazzone, perfino il tempo era dalla nostra. Tanti sorrisi e un clima disteso, allegro e collaborativo. Oltre all’edificio prescelto sono stati dipinti anche i due capannoni adiacenti, ma non sono mancate anche opere disseminate in punti più lontani. Ad esempio Tilf e Blackwan hanno completato la grande opera iniziata il giorno prima in un’altra area delle Reggiane. Moltissime le presentazioni, alcune sinceramente emozionate, e molti ovviamente gli artisti che si conoscevano già e che si sono felicemente ritrovati, magari dopo mesi. Tanti anche quelli che dipingevano alle Reggiane per la prima volta, e che hanno colto l’occasione per fare un rapido giro esplorativo.
Non sono mancate nell’arco della giornata momenti di divertimento, tanta musica, scambi e offerte di cibo e torte fatte in casa, l’immancabile lambrusco e tante, tante risate e chiacchierate.

Inutile dirlo, probabilmente i più emozionati eravamo noi organizzatori, che ci scambiavamo pareri sull’andamento della giornata, un po’ increduli per quello che siamo riusciti a realizzare. Per quanto riguarda me, sfidando una tallonite che mi trascino da un mese, credo di aver percorso qualcosa come 7 km in un giorno. Ma la felicità e il desiderio di parlare con tutti e di documentare tutto mi hanno dato una carica incredibile e l’energia giusta per percorrere le Reggiane in lungo e in largo tutto il giorno.

Nell’arco della giornata, già di per sé memorabile, non sono mancati momenti speciali, come la realizzazione di un’opera “regalata” ai residenti delle Reggiane da Dada ed Hang, la pittata con le funi dall’alto dell’edificio di Collettivo FX e NemO’s e infine JamesBoy arrampicato sul tetto di uno dei capannoni. Indescrivibile anche l’emozione di vedere la jam e le Reggiane dal tetto dell’edificio, una vista mozzafiato che ho voluto condividere con alcuni degli artisti che la visitavano per la prima volta.
Altrettanto bello vedere l’accostamento e la felice convivenza tra graffiti writer e “street artist”: alla faccia di chi pensa che queste due arti non possano non solo convivere ma andare d’accordo, dialogare, confrontarsi e perché no anche collaborare.

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Ultimo ma non per importanza l’aspetto e il valore artistico della jam: tantissime delle opere realizzate sono straordinarie. Non ho potuto fare a meno di pensare alla gioia di aver contribuito a organizzare quella che potrebbe essere considerata una delle più grandi mostre non autorizzate d’Italia.

I miei ringraziamenti

Dal giorno della jam ho ricevuto una quantità impressionante di email, telefonate e messaggi di ringraziamento, che mi hanno riempito il cuore di gioia. Vorrei allora cogliere questa occasione per essere io a ringraziare gli artisti, quelli che hanno aderito all’iniziativa e che sono arrivati da tutta Italia e perfino dall’estero (Dzia e Ale Senso), perché se è stata una giornata memorabile il merito è soprattutto loro e del loro contributo artistico.

Vorrei ringraziare Reve+ e Collettivo FX, co-organizzatori ma soprattutto amici, che tanto hanno fatto per le Reggiane e che tanto hanno creduto in me.
Un grazie a tutti, reggiani e non solo, che hanno dato un contributo fondamentale logistico e organizzativo, su tutti il mitico Bibbito e NemO’s.

Infine vorrei ringraziare chi ha supportato l’iniziativa ma per questioni pratiche non è riuscito a essere presente, e, non ultimi, tutti i fotografi e i videomaker presenti per le chiacchierate, la partecipazione e il lavoro incredibile che hanno fatto di documentazione. Erano infatti presenti alla Jam Dante Cavicchioli di Modena, di fatto il fotografo ufficiale delle Reggiane, Barbara Zagatti di Street art Bologna, Tanguy Bombonera, già videomaker dei Canemorto, Mauro Filippi di Street art Palermo, l’amico Nikka da Parma, Antonio Libutti di “Con gli occhi al muro”, il fotografo Bombaretti e tanti altri.

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Un pensiero conclusivo sul futuro delle Reggiane

Oltre alle speranze già espresse sul futuro di questo luogo incredibile vorrei che foste voi, lettori, portavoce di questa testimonianza sulle sue grandi potenzialità.

Come afferma “il reverendo” Reve+: “Sinceramente non so quale possa essere il futuro migliore per le Reggiane, non so quali possano essere i limiti per procedere per realizzare la cosa più giusta, posso solo dire che quel posto è unico e lo è sempre stato, perché permette di condividere e di unire persone. Non sono solo capannoni vuoti con murales e crepe, è un posto pieno di vita… vita vera, ma che va curato e reso accessibile a tutti. Spero che il futuro delle Reggiane sia un bel progetto che ne preservi lo spirito vitale e che anzi lo renda sempre più un luogo di passaggio, di incontro, di aggregazione.”. Amen.

Foto credits:
Barbara Zagatti (Street art Bologna), Mauro Filippi (Street art Palermo), BombarettiIvana De Innocentis,
Nikka Cavallo Pazzo, Tiziano Tancredi, GUERRILLA SPAMRMOGRL8120

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Reve Ale Sento by Nikka
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Peto by GS
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1 Comment

  • Matteo Messori scrive:

    sono molto contento di questa cosa! anzi se l’avessi saputo prima essendo un artista che tratta anche i murales o tele di grandi dimensioni avrei potuto dare il mio contributo…peccato!
    pero gran bel lavoro!!

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