La Sibilla di Diamond per PUBBLICA a Selci (RI)

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Un evento partito in sordina, in un paesino a mezz’ora di treno da Roma che confesso di non aver mai sentito prima di settembre: PUBBLICA è un progetto nato da un’idea del collettivo KTP (Kill the Pig) che da anni promuove la condivisione delle arti visive e promosso dall’amministrazione comunale di Selci (RI). Il progetto prende il nome da “res–publica”, “cosa pubblica”, accezione che nel progetto si identifica nello spazio pubblico e nel suo utilizzo come “primario bene da tutelare e proteggere ma al contempo vivere e godere”. Obiettivo primario: creare un dialogo tra patrimonio storico e naturalistico e spazi della collettività, nonché l’abbellimento estetico di Selci, cittadina della sabina che si aspira a far divenire “città d’arte” anche attraverso la realizzazione conclusiva di una mappa con evidenziati i luoghi degli interventi e le informazioni sulle attività effettuate.

Gli artisti chiamati a partecipare sono stati invitati a trascorrere del tempo nella residenza artistica del comune di Selci, così da entrare in contatto con la comunità e da comprendere il territorio.
In tutto 12 artisti per 12 facciate. Numerosi sono gli interventi di arte urbana, che hanno visto protagonisti diversi protagonisti del panorama nazionale e internazionale, tra cui Luis Gomez, EMMEU e Solo.

Ad aprile è stata la volta dell’artista romano Diamond, tornato dopo un primo piccolo intervento a luglio. Stavolta all’artista è stata affidata una grande parete di un edificio, ben visibile da tutto il paese. L’opera, che si intitola
“The Diamond’s Sibyl” (la Sibilla di Diamond) è nata da un disegno di un anno fa, che vedeva la luce dopo “The Diamond’s Ancilla”, sottoforma di serigrafia e poi, come l’artista mi racconta, “con tanta pazienza dedizione e fatica ha visto la sua realizzazione sul muro di Selci”.6
In principio la sua collocazione doveva essere sul lato opposto dove campeggia la grande opera di Solo, ma sia il comune che gli organizzatori che gli abitanti hanno espresso il desiderio che “la Sibilla” svettasse dal centro del paese la dove si trova ora. Sfida accettata, in quanto il terreno da quel lato era cedevole e la fatica per arrivare su quel piano rialzato è stata tanta. La scelta di dipingere proprio questo (e di non prepararne uno apposito) è stata dettata dall’architettura e dall’intera fisionomia del disegno, che vede il soggetto femminile ergersi maestoso dall’alto del palazzo più imponente della cittadina. Diamond mi ha detto di considerarlo graficamente un grande classico, ovvero “uno di quei tributi infiniti allo Jugendsil, a Koloman Moser, e a quello stile immenso che ha contaminato in maniera altalenante la mia produzione in generale. Cromaticamente ho lasciato che si sposasse col paesaggio, per il resto mi sembra sia sbocciato quasi spontaneamente”.L’artista mi ha inoltre racconto un piccolo aneddoto riguardante l’esecuzione dell’opera… l’aneddoto dell'”angolino in alto a sinistra”. Viste le grandi dimensioni della facciata è stato infatti necessario l’utilizzo di un ragno, macchinario complesso e professionale, per il quale Diamond ha dovuto studiare e prendere il patentino. Sfortuna ha voluto che, nonostante l’elevata altezza raggiungibile, non ci fosse modo di raggiungere l’angolino in alto a sinistra della facciata.
In nome dell’arte l’artista ha sfidato la paura tentando, per una settimana, più e più volte di pitturarlo, con tanto di attacchi di vertigini, di cui non ha mai sofferto. Esperienza tragi-comica: ora l’artista ci ride su. Ma io non vedo l’ora di andare a scoprire la città di Selci, ammirare il murales dal vivo e cercare di scrutare quell’angolino che tanto gli ha dato filo da torcere.diamond gru
part 3
part 1

Per maggiori informazioni:

Sito di Diamond
Pagina Facebook di PUBBLICA

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