Luprete racconta i suoi interventi di Street Art Tag

escher luprete

Artur Bain Projet – Adhesive versus Tag, è una serie d’interventi ideata per modificare in maniera temporanea la fisionomia delle Tag grazie agli adesivi, ciò per una nuova interpretazione di questi segni e proponendone un altro senso, inserendosi quindi in un ciclo temporale, quello delle Tag, che attraversa più di 40 anni di storia sui muri. Nella maggior parte dei casi il viandante essendo fuori da determinati “schemi stradali” non coglie una sola lettera di ciò che c’è scritto, direi buono, pertanto ho cercato di vederne l’utilità, il tutto in contrapposizione all’odierno che è intriso di evidenze, grazie ad una comunicazione di massa che, svelando notizie insulse, facilita un certo tipo di apprendimento, modificando la sana critica.

Quindi questa incomunicabilità dei segni aveva valore positivo all’inizio del suo ciclo, attraeva perché doveva essere svelata; ma oggi ha in sé un valore negativo soprattutto nell’approccio, sempre medesimo e nella sua storicità che incide questi segni nella memoria e non più nell’odierno.

Ho l’impressione che il signor X, anche oggi, può pensare che firmi un muro perché hai costruito il palazzo, altra incognita è che l’errore di alcuni writer (soprattutto giovanissimi) tende a firmare prima di creare, capisco per carità, ma la verità è che la Tag non è un Pezzo, questo è il punto, ciò che differenzia il graffiti writing con la street art è proprio l’umiltà della mano, oggi per la maggiore non firmi i tuoi lavori e parlo ovviamente della Street Art dei “banditi” non certo quella del Festival, che in effetti, ahimè, ha assorbito il termine.

Inoltre volevo ricordarmi chi è il Vandalo, sono arrivato alla conclusione che avevo un tempo, non demolire ciò che è arte, invece egli deve attaccare le brutture o le mura linde di quell’Impero che è sempre stato presente – sorto per irretire le menti di ogni tempo. La storia di quei palazzi di interesse artistico, che tu colpisci, seppur sbagliata, deve essere accettata ed è facile attaccarla, il difficile è vandalizzare costruttivamente il presente.

Intervenire sulle Tag non è stato facile, difatti è nato il signor Artur Bain (art urbain in fr.), perché?, scherzosamente volevo giustificare a me stesso l’atto di attacco al mio passato, ecco il mio artista immaginario, ed utilizzando gli adesivi, un metodo già largamente sperimentato è nata questa serie di interventi che sto portando avanti.

Non ritengo che la cosa possa essere subito capita e fruita mentre passeggi perché in mezzo a tutto quel marasma ti deve cadere proprio l’occhio per vederli.

Ultimo e non ultimo ricorda l’importanza che ha il segno, che è un suono, un movimento, perché la scrittura è nata così. Una sorta di ritorno alle origini, ove i movimenti del corpo che hanno ispirato le linee, i cunei e altri segni della scrittura si fondano con le immagini per dare un nuovo significato.

Street art atTag?

Luprete.

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