#MAKINGOF – ETNIK a Torpignattara per Street Heart / Varsi

I romani, e non solo, sanno che il quartiere Torpignattara/Pigneto è sempre più al centro di iniziative culturali e di progetti legati alla street art.

Non è facile comprendere un quartiere come Torpignattara se non si è romani: la confusione, il traffico, i disservizi e, in alcuni punti, il degrado sono solo una delle tante facce di un quartiere comunque popolare, nel senso più bello del termine. La vitalità della zona e la quotidianità dei residente si sposa infatti con l’incontro di etnie.
Chi conosce approfonditamente la zona sa che lo storico quartiere, che nel dopoguerra è stato uno degli scenari dei romanzi di Pasolini, lotta incessantemente contro degrado e intolleranza anche grazie al Comitato di Quartiere di Torpignattara, che dagli anni ‘60 è impegnato attivamente nella salvaguardia del verde pubblico, contro le speculazioni edilizie, e nella tutela, promozione e difesa del territorio attraverso “la cultura e la partecipazione, il recupero della memoria e l’identità, il riuso degli spazi abbandonati e la creazione di momenti di aggregazione”.

Parallelamente alle iniziative dei residenti ha da pochi mesi preso il via Street Heart, progetto a cura di Marta Gargiulo, Massimo Scrocca con la collaborazione di Marco Gallotta, che coinvolge il tessuto cittadino e che punta anche a un percorso di valorizzazione e riscoperta locale.

Protagonista del terzo intervento l’artista Etnik, che da giovedì 2 a sabato 4 Aprile è stato al lavoro su via Bartolomeo Perestrello (adiacente via Lodovico Pavoni) per la realizzazione di una grande e coloratissima facciata. L’intervento, in collaborazione con la Galleria VARSI, è la prosecuzione della mostra personale romanai, di cui vi avevo già parlato, e in occasione della quale avevo intervistato l’artista.

Come lo stesso Etnik mi aveva anticipato il soggetto è in linea con quelli della mostra: su uno sfondo color cielo di grandissimo impatto cromatico, si stagliano i suoi agglomerati geometrici, che richiamano i quattro elementi. Come per i soggetti in galleria ritorna il tema dell’incessante mutamento urbano, dello sgretolamento del tessuto cittadino, della mancanza di equilibrio e delle contraddizioni dell’epoca moderna in cui l’innovazione viaggia veloce ma lontana rispetto alla natura.

Ho avuto il grande piacere di assistere per due giorni alla realizzazione dell’opera, tra quattro chiacchiere con Etnik. Vedere all’opera uno dei miei artisti preferiti non ha assolutamente deluso le mie aspettative: massima professionalità, grande simpatia e disponibilità, precisione e abilità tecnica, e velocità di esecuzione, il tutto reso ancora più ammirevole dalla forza di volontà che lo ha portato a dipingere una parete alta circa 20 metri nonostante le vertigini! (soffrendo di vertigini anche io l’ammirazione vale doppio).

 

#MAKINGOF @alessandroetnik per @galleriavarsi a Tor Pignattara

Una foto pubblicata da Urban Lives (@urbanlivesit) in data:


A rendere ancora più interessante il “making of” è stata la grande partecipazione e le chiacchierate con la gente del quartiere: parere quasi unanime dei residenti con cui ho parlato è stato un “uh che bello” e “ci voleva un po’ di colore in questa zona!”. In qualcuno ho avvertito perfino un po’ di commozione. Le poche polemiche non riguardavano l’opera in sé ma il fatto che la facciata su cui Etnik stava dipingendo fosse a pochi metri da una vasta area abbandonata e degradata, una delle tante conseguenze della speculazione edilizia di Torpignattara.

Non posso che dar loro ragione, sperando che questa splendida e colorata facciata non porti solo un valore aggiunto estetico, artistico, magari anche turistico a una zona che tanto ha ancora bisogno di valorizzazione e di riscoperta culturale, ma anche qualche riflessione costruttiva o che sia addirittura un incentivo per le istituzioni per concreti interventi urbanistici nel quartiere.

Photo / Video Credits: The Blind Eye Factory

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