Opera di Giorgio Bartocci per FAI Marathon a Modena

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Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) è una fondazione senza scopo di lucro che opera in tutta Italia per la conservazione e la tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. E’ presente sul territorio, oltre che con la gestione di una serie di siti, con delle delegazioni di volontari attivi sul territorio. Le delegazioni, inoltre, hanno al loro interno una sezione denominata “Giovani” che raccoglie i volontari under 40.
Il FAI negli ultimi anni sta cercando di allargarsi e allargare le proprie iniziative coinvolgendo i giovani, ed è in questo clima che si inserisce l’evento di cui vi voglio parlare.
Il 18 ottobre si è svolta la giornata della FAI Marathon, evento autunnale organizzato sul territorio nazionale dalla fondazione (l’altro sono le Giornate di Primavera). E’ il primo anno che le direttive nazionali del FAI suggeriscono che a curare l’evento siano le Delegazioni Giovani presenti sul territorio e non le Delegazioni “Senior” come negli anni precedenti, proprio per favorire il cambiamento e lo “svecchiamento” che si sta cercando di attuare.

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A Modena il suggerimento è stato pienamente raccolto e si è deciso di lavorare su un tema altrettanto giovane: la “street art” ed in particolare gli interventi del festival Icone, con due collaboratori esterni d’eccezione Pietro Rivasi e Giorgio De Mitri.
Sono stati aperti al pubblico e visitabili due luoghi d’importanza storica per la città, con la guida degli studenti dell’Istituto d’arte Venturi. Il primo è il PalaMolza, palazzetto dello sport storico per la città. Nato come padiglione per la fiera negli anni ’30, è diventato teatro dei successi della pallavolo e della pallamano modenese. Ha poi accolto sui suoi muri più di uno “strato” delle opere del festival Icone. Oggi sono visibili i pezzi di Blu, Ericailcane, Nunca, James Kalinda, Escif, Bastardilla e alcuni writer di fama nazionale.
Il secondo (purtroppo in buona parte demolito) è l’ex sede dell’azienda pubblica che gestiva gas, luce, acqua e trasporti. Gruppo di edifici che raccoglie strutture risalenti a inizio ‘900 è anch’esso stato coinvolto da Icone in più edizioni. Attualmente vi si trovano interventi di Ericailcane, Ozmo, Reqvia, Aris.
In questa sede è stata realizzata un’opera da Giorgio Bartocci, grazie ad un “gemellaggio” con un evento che ha avuto luogo nella stessa settimana al Catello Campori di Soliera.
Questo intervento rappresenta una case history nazionale interessante, poiché si è lavorato  su un tema giovane e non convenzionale in un ambito invece molto “classico” e che solitamente coinvolge un target di persone diverso.
Stiamo dando spazio e attenzione a luoghi, temi ed epoche (zone degradate, graffiti, street art, architettura del novecento) poco conosciuti e poco studiati, almeno nell’ambito quasi accademico in cui solitamente si muove il FAI.

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Ringrazio Elena Leonelli (BolognaStreetArt) per le foto.Maggiori informazioni:

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