2 giorni di street art al Làbas (Bologna) curati da Urban Lives

Làbas - Opera 1UP & co - sulla sinistra io (Urban Lives) - Foto di Flavia De Marco
Làbas - Opera 1UP & co - sulla sinistra io (Urban Lives) - Foto di Flavia De Marco

8 artisti per 6 giorni di street art e graffiti in Emilia Romagna – Parte 3
(Parte 1: Rurales Emilia e nottata di graffiti a Reggio Emilia;
Parte 2: Officine Reggiane e Jam di primavera a Reggio Emilia)

La tappa conclusiva di questo intenso viaggio con artisti stranieri in giro per l’Emilia Romagna è Bologna, e in particolare il centro sociale Làbas. In realtà è proprio dall’intervento artistico curato da Urban Lives e organizzato in collaborazione con gli straordinari ragazzi del collettivo, che il viaggio ha preso forma.

Nascita dell’intervento artistico per supportare il Làbas a Bologna

Ma facciamo un passo indietro, per raccontarvi brevemente cosa è il Làbas e perché io, come Urban Lives, ho deciso di supportarlo. Làbas è un collettivo politico che da più di quattro anni occupa un’ex caserma nel pieno
centro storico di Bologna, dove vengono svolti progetti sia sociali che culturali. Da anni i ragazzi del collettivo si occupano di un’accoglienza degna ai migranti, della pratica di orti urbani contro speculazione e urbanizzazione, della promozione di un’alimentazione biologica e a km zero con mercatini di contadini locali con cibi e birre autoprodotte. Non ultimo Làbas si occupa anche di un’educazione ambientale ai bambini e alle bambine del quartiere. Lo spazio occupato è diventato anche la casa di diversi richiedenti asilo, di studenti, precari, pensionati e famiglie che negli anni lo hanno attraversato. Attualmente ci vivono 40 persone di ogni età e provenienza. Non manca la parte artistico-culturale con centinaia di concerti gratuiti all’anno, presentazioni di libri e vari momenti di street art.
Tra questi ultimi, i tanti contributi di artisti venuti da tutta Italia, tra cui Andrea Casciu, Barlo, i Guerrilla Spam, Snem, Crisa, Bartocci, Tenia, Bibbito, Hang, Lo Sbieco, Exit Enter, JamesBoy, Nemo’s, Infinite, Pepecoibermuda e tanti altri.

Il mio primo supporto artistico al Làbas risale a circa un anno fa, con l’opera dell’artista belga Dzia, invitato da me. Da settembre 2016, però, io e Letizia del Collettivo, abbiamo iniziato a ragionare su qualcosa di più strutturato, un intervento che omaggiasse il lavoro di questi loro quattro anni di attività e che lasciasse un messaggio chiaro e positivo, al quartiere e alla cittadinanza. Quella del Làbas è stata soprattutto una richiesta di aiuto: lo spazio, infatti, rischia lo sgombero perché il nuovo piano operativo comunale di Bologna prevede che in questa caserma  di ben 8000 m^2 vengano costruiti centri commerciali, parcheggi e appartamenti di lusso. Per questo ho voluto sostenere il Làbas e continuerò a farlo, e vi invito a fare altrettanto. Da qui, quindi, l’idea di Utepils, due giorni di arte e musica, 26 e 27 marzo.

Làbas - Foto di Ivana De Innocentis

Làbas – Foto di Ivana De Innocentis

Non solo arte di strada, a cura di Urban Lives, ma due giorni di festa. Questo è stato l’invito agli artisti coinvolti, ovvero Nemo’s, Andrea Casciu, Digo Diego, Kingsize/1UP, Skirl, Ruin, Cacao Rocks: “pensiamo che anche voi possiate condividere con noi la battaglia di una città diversa che al cemento promuova il verde, che alla speculazione promuova uno spazio sociale per tutti, che agli interessi dei privati metta avanti i bisogni di un quartiere. Pensiamo che anche attraverso la street art si possa dipingere una città migliore”.

Primo giorno di Utepils – Arte di strada al Làbas

Lasciata Reggio Emilia io e il gruppo di artisti stranieri ci siamo spostati in treno in direzione Bologna. Lì avremmo incontrato gli amici di Innesto e in generale di Bologna, ci saremmo ritrovati con i ragazzi di Rurales Emilia, venuti al Làbas per osservare dal vivo le opere in via di realizzazione, e ovviamente i due artisti italiani della line-up, ovvero Andrea Casciu e Nemo’s. Non è un caso che io e il Làbas avessimo scelto di organizzare il tutto a inizio settimana: volevamo farci sentire e vedere dalla cittadinanza, ma in maniera discreta.

Raccolti e divisi i materiali, ci siamo radunati tutti per una riunione, e gli artisti hanno poi iniziato a dipingere in tarda mattinata, disponendosi lungo i muri esterni dello spazio occupato e scegliendo ognuno autonomamente la propria porzione di muro. Pur avendo già raccontato loro la storia del Làbas, ho deciso di sfruttare questa fase iniziale per ricordare a tutti quelle che sono le caratteristiche, le iniziative e gli obiettivi principali del centro sociale. Sono davvero felice che queste conversazioni siano state una fonte di ispirazione per tutti.
Basti pensare alle case presenti nel lavoro di Digo Diego per la lotta al diritto alla casa e ai beni comuni; la fortezza di protezione dell’opera di Casciu, i concetti di lotta e resistenza delle opere di Bisser e 1UP (in quest’ultima, decisamente ironica, i corsari-buoni, tirano torte ai poliziotti-cattivi), gli elementi delle opere di Ruin e Skirl che richiamano le attività di supporto del Làbas al km0, ai prodotti locali, all’orto e all’autoproduzione, e non ultimo lo schizzo di Nemo’s, ovvero un personaggio imponente con tante braccia. Un abbraccio al quartiere e ai ragazzi del Collettivo, un richiamo alla divinità indiana Kalì (non a casa Nemo’s è tornato da qualche mese dall’India), ma soprattutto le tante braccia come simbolo di azione, di un molteplice impegno attivo e costante al cambiamento, dell’unione di tante braccia e di tante persone che hanno vissuto o contribuito a rendere il Làbas, il quartiere e Bologna un posto migliore.

Primo giorno al Làabas - Foto di Bombaretti

Primo giorno al Làbas – sullo sfondo WIP Skirl – Foto di Bombaretti

Làbas, WIP Andrea Casciu - Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas, WIP Andrea Casciu – Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Anche in virtù di tutto questo, sapevo di aver scelto bene: tutti gli artisti si sono dimostrati sensibili alla causa, attenti ascoltatori e soprattutto hanno interagito con il Collettivo e con gli abitanti, trascorrendo del tempo insieme ai ragazzi, facendo domande, vivendo lo spazio interno. Questo era proprio lo spirito che volevo fosse alla base di queste due giornate.

Dopo una mattinata tranquilla, sotto gli occhi vigili degli occupanti e quelli incuriositi dei primi passanti, e dopo un eccezionale pranzo cucinato per noi dal Làbas, il pomeriggio è stato decisamente più vivace. Grazie alla bella giornata di sole, al dj-set, alle porte aperte del Làbas, e naturalmente grazie a tutte le persone accorse per l’evento, abbiamo lavorato finalmente in un clima di festa e partecipazione. Tra gli “amici di Urban Lives” non sono mancati i miei lettori e gli appassionati di street art i fotografi Bombaretti da Reggio Emilia e Dante Cavicchioli da Modena; con mia grande sorpresa e gioia in tanti sono arrivati con una copia del mio libro per avere una mia dedica.
Mentre fuori gli artisti dipingevano, Cacao Rocks all’interno del Làbas dava vita a quella che sarebbe stata la sua ultima (e più grande) installazione del viaggio. Utilizzando anche in questo materiali site specific, e in particolare delle strutture in legno che il Collettivo Làbas utilizza per tenere lontana la polizia durante cortei e manifestazioni, il risultato è ancora una volta sorprendente:

Làbas - WIP Cacao Rocks - Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas – WIP Cacao Rocks – Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas - WIP Digo Diego - Foto di Flavia De Marco

Làbas – WIP Digo Diego (con Rambo) – Foto di Flavia De Marco

Anche stavolta, come a Rurales Emilia, Cacao ha ultimato il suo contributo con delle grandi scritte in greco, realizzate con asta e rullo, che tanto mi hanno fatto venire in mente Atene. Sempre all’interno del Làbas, all’ultimo piano, anche Nemo’s stava lavorando, supportato da uno staff composto da un paio di occupanti, Cesare e Rambo.
Il duro lavoro di Nemo’s e del suo “team” è consistito nella lunghissima preparazione delle funi e di tutto l’equipaggiamento e la struttura necessaria, che gli avrebbe poi permesso di dipingere la grande parete all’ingresso del Làbas. Inutile dire che anche io ho trascorso un po’ di tempo con loro, per capire quello che stava succedendo e assicurarmi che tutto procedesse per il meglio. Nel corso della mia visita negli spazi interni, Letizia mi ha fatto da Cicerone, mostrandomi le sale utilizzate per corsi, laboratori e tante iniziative, anche con famiglie e bambini.

Con il concludersi del pomeriggio, Digo Diego e Bisser erano a più di metà lavoro, Andrea Casciu, Skirl e Ruin e Cacao Rocks avevano ultimato i loro murales, mentre il 1UP, supportato dal prezioso aiuto di Lo Sbieco, venuto apposta da Reggio Emilia per dare una mano (e per questo lo ringrazio tanto!), era ancora un po’ indietro.

Ne approfitto per dire che nell’arco della giornata, nonostante il tanto lavoro, c’è stato sempre un clima disteso e collaborativo. Tutti hanno aiutato tutti e ovviamente non sono mancate chiacchierate e momenti di aggregazione. Dopo un piatto di pasta con i ragazzi del Làbas la serata si è conclusa a un pub, per bere tanta birra e festeggiare. Qualche tag al volo e sticker in giro per le strade e tutti a dormire, “un po’ stanchini” dopo le intense giornate precedenti.

Làbas - WIP 1UP + Lo Sbieco - Foto di Ivana De Innocentis

Làbas – WIP 1UP + Lo Sbieco – Foto di Ivana De Innocentis

Làbas - WIP Bisser - Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas – WIP Bisser e Ruin – Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas - WIP Skirl - Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas – WIP Skirl – Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Secondo giorno di intervento artistico al Làbas, curato da Urban Lives

La seconda giornata, vuoi perché buona parte del lavoro era già avviato, vuoi perché anche i legami tra tutti noi si erano consolidati, tutti erano ancora più sereni e sorridenti. Io ho avuto un po’ più di tempo per qualche chiacchierata con tutti, per un bicchiere di vino offerto in cucina dai ragazzi del Làbas, e per rilasciare insieme a Letizia un’intervista, che sarebbe andata poi in onda su CodecTV diverse emittenti locali:

Sul fronte degli artisti, il povero Cacao Rocks era a casa con la febbre, Nemo’s ancora alle prese con la preparazione tecnica e Digo Diego stava portando avanti la sua opera.
Skirl e Ruin hanno poi iniziato e ultimato il loro secondo murale, mentre Casciu, Bisser e Skirl progettavano e ideavano una combo, consistente in una sorta di matriosca di facce ed elementi. Sul fronte “muro 1UP”, invece, si andava delineando una storia con dei personaggi, e con interessanti rimandi alla storia del Làbas. Il tutto con colori vivaci, tanti dettagli e, in pieno stile writer, una scritta “ONEUP” che troneggiava sulla parte sinistra dell’opera.

Làbas - WIP Ruin - Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas – WIP Ruin – Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas - WIP 1UP Kingsize, Foto di Dante Cavicchioli

Làbas – WIP 1UP Kingsize, Foto di Dante Cavicchioli

Làbas - WIP Ruin - Foto di Salvilla

Làbas – WIP Ruin – Foto di Svalilla

Làbas - WIP Bisser (combo con Skirl e Casciu) - Làbas - WIP Ruin - Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas – WIP Bisser (combo con Skirl e Casciu) – Làbas – WIP Ruin – Foto di Andrea Gianfanti (Diaphrame)

Làbas  - WIP Digo Diego - Foto di Dante Cavicchioli

Làbas – WIP Digo Diego – Foto di Dante Cavicchioli

Uno dei momenti più belli dei due giorni però, è stato vedere tutti gli artisti presenti all’esterno del centro sociale, andare a dargli il loro contributo artistico: oltre a Lo Sbieco, che ha continuato a dipingere e a lavorare instancabilmente ma sempre col sorriso, si sono poi mano mano aggiunti anche Skirl, Ruin, Bisser, Diego e Cesare-Argo.

Làbas - WIP 1UP & co - Foto di Urban Lives

Làbas – WIP 1UP & co – Foto di Urban Lives

Io (Urban Lives) + Kingsize / 1UP + Letizia (Làbas)

Io (Urban Lives) + Kingsize / 1UP + Letizia (Làbas)

Quando Lo Sbieco alle 19 è dovuto scappare via per far ritorno a Reggio Emilia, ho preso il suo posto: due ore dopo il tramonto, fino alle 9 di sera, ho fatto da assistente al muro e amica-curatrice-motivatrice. Ringrazio infinitamente i ragazzi del Collettivo che ci hanno portato al muro due buonissime pizze cotte da loro (un altro buon motivo per visitare il Làbas, se non ne avevate già abbastanza!), e tutte le meravigliose persone che sono venute a farci compagnia e a fare il tifo. Uno degli ultimi dettagli, neanche a farlo apposta, è stata la scritta “Resisteremo” pronunciata da uno dei personaggi buoni dell’epopea rappresentata.
Difficilmente scorderò la gioia e l’emozione per la conclusione dell’opera, gli abbracci e le foto finali.

Con Bisser, i viennesi, Nemo’s e Casciu avrei fatto ritorno il giorno dopo, per goderci tutti insieme la giornata di apertura e di festa del giovedì, mentre per Digo Diego, il 1UP e Cacao Rocks ed Eleni era l’ultima sera. La serata è letteralmente volata tra chiacchiere, brindisi, birre e un pezzo veloce di Bisser e 1UP sulla serranda accanto a Innesto, dedicata ancora una volta (evviva!) a Urban Lives (stavolta in versione amica e soprattutto “palo”, non più curatrice).

Le uniche opere rimaste da iniziare o completare erano quelle di Nemo’s e Bisser, che si sarebbero poi trattenuti per diversi giorni a Bologna. Ma il grosso dell’intervento artistico era concluso, tra la felicità e la soddisfazione generale. Nessuna lamentela, nessun intoppo.
Tutto è filato liscio, e tra i tanti complimenti dei cittadini e un bell’articolo su La Repubblica di Bologna abbiamo percepito che anche la città aveva gradito e appoggiato l’iniziativa.

WIP 1UP + Bisser (dedica a Urban Lives)

WIP 1UP + Bisser (dedica a Urban Lives)

Saluti e ultimi interventi a Bologna

I primi saluti della giornata hanno avuto il sapore della fine di un viaggio, e di una bellissima avventura. Uno per uno tutti mi hanno ringraziato, mi sono sentita dire delle parole così belle, sull’aspetto tanto organizzativo quanto umano del viaggio, che a ripensarci oggi mi viene ancora un nodo alla gola. Qualcuno mi ha detto addirittura che è stata una delle esperienze più belle della sua vita. Io, davvero, ancora non ci credo che “l’ho fatto io”, questo piccolo miracolo di incontro di persone, che ha generato, sorrisi, risate, arte, connessioni, nuove amicizie, nuovi progetti. Con qualcuno di loro ho già appuntamento, con tutti ci rivedremo, ne sono sicura.

SKIRL - UL

Làbas – SKIRL – Foto di Urban Lives

Nonostante un pizzico di malinconia per l’assenza di Kingsize, Cacao ed Eleni, Digo Diego, la giornata è stata ricca di bei momenti. Bisser e Nemo’s hanno continuato a dipingere, mentre Skirl e Ruin hanno seminato qua e là qualche tag e throw up.

Se il pranzo io, Bisser, Casciu e i viennesi lo abbiamo trascorso a mangiare pasta fatta in casa e bere vino in una trattoria a pochi minuti dal centro sociale, consigliatami il giorno prima dal fotografo Bombaretti, nel tardo pomeriggio / sera ci siamo goduti insieme a Flavia e altri amici il mercatino e la festa. Avevo già ovviamente visitato il Làbas in precedenza, ma non avevo mai vissuto una loro serata tipica. Non poteva esserci conclusione migliore: ero fiera come non mai di aver supportato questo straordinario “polmone sociale nel centro di Bologna”.
Nel tardo pomeriggio il vero momento magone, il saluto più difficile, devo ammetterlo, è stato quello con i viennesi. Con Skirl soprattutto ne “abbiamo passate” talmente tante da quel lontano Ferragosto a Roma che lo sento come un fratello.
La serata è andata avanti tra musica, chiacchierate e qualche piccola pittata a zonzo con Bisser, prima di far ritorno a casa, dove siamo andati avanti per ore a ridere e a scherzare.

L’indomani ultime ore al Làbas con Nemo’s, alle prese con l’inizio della sua opera, e Bisser, alle prese con la chiusura della sua. Non è stato facile lasciare Bologna, e così tante persone meravigliose. Con i ragazzi del Làbas e Nemo’s mi sarei rincontrata a distanza di una settimana, fortunatamente (dovevo tornare a Bologna per la presentazione del libro e per far ritorno da Nemo’s). Ringrazio Casciu e Flavia che, dandosi il cambio, mi hanno fatto compagnia fino alla stazione, Flavia addirittura fino al treno. Ancora una volta viaggiavo scomodissima con aste, zaino, buste varie, ma non mi importava. Volevo solo ascoltare la musica, chiudere gli occhi, e rivivermi quel concentrato di emozioni, esperienze, paesaggi, colori, abbracci, incontri, promesse che hanno scandito ogni giorno di questo indimenticabile viaggio.

Làbas - WIP Nemo's - Foto di Stefano Scheda

Làbas – WIP Nemo’s – Foto di Stefano Scheda

Làbas - Opera di Bisser - Foto di Urban Lives

Làbas – Opera di Bisser – Foto di Urban Lives

Photo credits: Ivana De Innocentis, Flavia De Marco (Innesto), Dante Cavicchioli, Bombaretti, Stefano Scheda, Andrea Gianfanti (Diaphrame), Svalilla

 

 

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