Da blogger a writer, come è cambiato il mio progetto Urban Lives

È trascorso più o meno un anno dal mio ultimo articolo sul blog ma è giunto il momento di tornare online per raccontarvi dell’ultimo pazzo anno all’insegna del graffiti writing

Era aprile 2019 quando, dopo un periodo di inattività, riprendevo a scrivere, a confrontarmi con i writer, a partecipare a jam e uscite di gruppo e a esplorare posti abbandonati, il tutto senza smettere mai di viaggiare, studiare, collezionare fanzine e raccogliere feedback e testimonianze. Sebbene abbia ben presto interrotto nuovamente la mia attività da blogger, le mie attività negli ultimi mesi sono andate avanti sempre più intensamente, e non ho mai smesso di documentare incontri e viaggi sul mio account Instagram Urban Lives. Dietro le foto, però, ci sono storie, eventi e disavventure che ora sento l’esigenza di condividere con voi. La verità, infatti, è che è stato un anno decisivo per Urban Lives, in cui per la prima volta le mie ricerche si sono intrecciate con la mia nuova vita da writer, in un crescendo di situazioni entusiasmanti, divertenti, talvolta adrenaliniche. In questo arco di tempo è successo di tutto: ho avuto modo di esplorare come mai prima d’ora la scena dei graffiti in Grecia, sono tornata ancora una volta a Berlino, ho trascorso una settimana a Londra trascorrendo un po’ di tempo con writer locali e, infine, ho avuto il piacere di immergermi nella scena di Napoli tra jam, eventi e backjump. Approfittando di questo periodo di quarantena vorrei quindi ripercorrere alcuni degli eventi più significativi di questi dodici indimenticabili mesi, partendo da Atene, la città in cui abitavo fino a due mesi fa, e arrivando a Napoli, la città in cui risiedo ora. A ogni ricordo corrisponderà a un post blog, e a ogni articolo associerò una canzone che ha avuto un significato speciale in quel preciso momento. Vorrei iniziare con qualcosa di personale, e condividere con voi la mia esperienza di blogger-writer, tra aneddoti e riflessioni.

Da “outsider” a “insider” del movimento del graffiti writing

Quando ho sospeso il blog un anno fa, non è stato per mancanza di volontà ma piuttosto per lo stravolgimento della mia quotidianità. Seppur continuando ad avere un lavoro, altri hobby e diverse (salutari) amicizie al di fuori del mondo dei graffiti, buona parte del mio tempo libero, allora come oggi, ha a che fare con il writing. Chiunque sia entrato in questo “tunnel” lo sa, tra sketch, spray da comprare, spot da trovare, fanzine da sfogliare, video da vedere e, naturalmente, writer amici con cui trascorrere il tempo e andare a dipingere, i graffiti sono sempre e comunque un pensiero costante. Sul fronte Urban Lives all’inizio non è stato facile gestire questo cambiamento, soprattutto in Grecia dove, seppur cercando di nascondere la mia “identità da writer”, in un modo o nell’altro questa finiva col saltare fuori, talvolta complice anche la presenza della mia tag in giro o dei miei pezzi condivisi sui social da altri writer.

 

Situazioni strane, divertenti e a tratti surreali da writer-blogger

Ben presto, e in maniera del tutto naturale, gli incontri con i writer si sono intensificati, così come le situazioni bizzarre; nel giro di pochi mesi, sia in Grecia che all’estero, ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare un mare di gente e di dipingere al fianco di alcuni dei miei writer preferiti e persino nomi importanti della scena internazionale. Che dipingessi o meno, ho avuto sempre con me i miei spray, il mio sketchbook, la mia macchina fotografica e il mio spirito da blogger finiva col mescolarsi, e talvolta scontrarsi, sempre di più con quello adrenalinico di lasciare un segno ogni volta ne avessi avuto il tempo e la possibilità. Non sono mancate, infatti, anche occasioni ghiotte in posti pazzeschi e spot di rilievo, tra cui il tunnel della metro di Berlino o il muro di un tetto ben visibile dalla Stazione Termini di Roma, in cui a malincuore ho lasciato gli spray nello zaino per non perdere neanche un secondo di documentazione fotografica.


Devo anche ammettere che alcuni dei miei scatti migliori dell’ultimo anno sono stati proprio il frutto di queste circostanze per cui, almeno da blogger, per ora non ho grandi rimpianti. Col passare dei mesi e, credo, con il perfezionamento del mio stile (che è ancora, sia ben chiaro, anni luce lontano da quello della maggior parte dei writer) hanno iniziato a verificarsi una serie di circostanze per me allora incredibili; tra queste, il vedere i miei pezzi condivisi su vari account di graffiti di rilievo su Instagram (uno su tutti, Street art Thessaloniki), lo scoprire che avevo una piccola cerchia di fan ad Atene (la ragazza di un writer locale piuttosto famoso un giorno mi scrisse che, dopo di lui, ero il suo writer preferito) e il ricevere i complimenti sinceri di un paio tra i miei writer greci preferiti e lo scoprire che in tantissimi apprezzavano il fatto che il mio stile fosse “unico e riconoscibile”. Non sono mancati anche i miei “mentor”, ovvero amici writer italiani e stranieri che hanno seguito con passione il mio percorso fin dall’inizio e che mi hanno dato consigli utilissimi sul piano tecnico e creativo; essere donna, essere una blogger e iniziare a fare graffiti così tardi è già di per sé piuttosto surreale, il potermi confrontare con amici e conoscenti, molti dei quali fanno graffiti dagli anni ’90 e che hanno fatto un pezzo di storia, rende il tutto ancora più incredibile.

Il caso 420 clan

Vorrei infine raccontarvi due storie che riguardano una delle mie crew greche preferite, ovvero 420 clan. Quando arrivai ad Atene e in particolare nel quartiere anarchico Exarchia, il primo graffito di cui mi innamorai e di cui conservo ancora la foto era proprio un loro vecchio pezzo. Non avrei mai potuto immaginare che dopo 3 anni, non solo sarei diventata amica di uno di loro, ma che avrei chiuso la mia avventura greca proprio trascorrendo un paio di giorni insieme a loro, dipingendo insieme ma anche chiacchierando, fumando e divertendoci tanto. Con Vic, prima di allora, ho avuto il piacere di dipingere diverse volte (ve ne parlerò meglio più avanti), e in una di queste occasioni, una action in pieno giorno in cui dovevamo agire veloci, per la prima volta non ho avuto tempo di scattare foto se non al pezzo finito. Con mia grande sorpresa, avendo finito un paio di minuti prima di me, stavolta era stato lui a scattare a me delle foto mentre dipingevo… ovviamente dopo l’ho ringraziato e ci abbiamo riso su! Infine, come per chiudere il cerchio della mia esperienza da ateniese, poco prima di tornare a vivere in Italia ho chiesto a Vomè (420) di tatuarmi la mia tag sulla gamba, ma con il suo stile. Insomma, ancora una volta sono grata a Urban Lives per aver aperto un nuovo meraviglioso capitolo della mia vita. Magari come writer non andrò molto lontano e magari un giorno mi stuferò, ma di sicuro potrò portare con me tanti ricordi indelebili e tante storie da poter condividere.


Music track:
Fi Vita Sigma ΦΙ ΒΗΤΑ ΣΙΓΜΑ – ΜΙΑ ΝΥΧΤΑ ΠΟΥ ΠΟΝΑΣ ΚΑΙ ΕΓΚΑΤΑΛΕΙΠΕΙΣ

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