#EVENTO – Dibattiti e installazioni di street art al Ratatà Festival

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Per il secondo anno si terrà a Macerata dal 16 al 19 aprile il Ratatà festival, un evento dedicato al disegno, all’illustrazione, al fumetto e all’editoria indipendente. Tantissimi gli appuntamenti in programma: feste, dibattiti, mostre e la mostra mercato degli editori, dal 18 al 19 aprile presso il csa Sisma, che è il cuore della manifestazione.
Quest’anno il festival si regge soprattutto su una campagna di raccolta fondi che vi invitiamo caldamente a sostenere e sponsorizzare: http://it.ulule.com/ratata-festival-2015/
Tra gli eventi, come potrete immaginare, hanno destato su tutti il nostro interesse quelli che prevedono la partecipazione di street artist, tutti tra l’altro da noi amati e seguiti. In particolare vi consigliamo:
1) Venerdì 17 ore 22,00 / Arci Terminal – Inaugurazione “Il Contagio”, Installazione di Guerrilla Spam, installazione di carta, che, post-mostra, finirà nelle strade.

IL CONTAGIO
Come in un’epidemia di peste, i multiformi aspetti della paura terrorizzano ancora l’animo umano. I governi cavalcano l’onda di ansie e timori collettivi, promettendo spettri di sicurezza e protezione che si dimostrano solo privazioni di libertà. I tempi cambiano, la paura muta volto e vesti ma continua ad annidarsi come un parassita nelle menti di chi la coltiva. I demoni e le streghe hanno lasciato il posto alla “paura dell’altro”, del “diverso”, al “terrore del terrorismo”, al panico delle superstiti epidemie, dall’Aviaria all’Ebola. L’ignoranza e la menzogna guidano le paure contemporanee in un sentiero cieco dal quale possiamo sottrarci solo capendo
che “l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”.
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2) Dal 17 aprile al 3 maggio:
Madreterramorta” – sei artisti indipendenti italiani riflettono sulla natura e sul suo deterioramento.
con Canemorto, Denis Riva, James Kalinda, Lucamaleonte, Signora K, Nicola Alessandrini.James Kalinda. Vive sull’ appenino reggiano. È un tatuatore. Dipinge con il fucsia e il nero. James Kalinda firma i suoi disegni con un fumetto nero. Mette al centro delle sue rappresentazioni gli esseri umani mentre la desolazione dei luoghi abbandonati, come case e fabbricati, sono il paesaggio tipico di cui si nutre la sua creatività. Il suo lavoro ha un forte legame anche con la natura e le sue deformazione.I temi ricorrenti nei suoi lavori sono la vita e la morte.ExofficineReggiane-38
Signora K.
Nata in città’ a Reggio Emilia, dove ho lavorato come atelierista per l’infanzia, sono andata a vivere sui monti con famiglia e gatti. Dall’esigenza di ricerca e sperimentazione di nuovi mezzi e messaggi, la mia arte negli anni ha spaziato tra disegni, fumetti, illustrazioni, incisioni, quadri a olio, dipinti su muro.
Ultimamente mi sto muovendo verso l’affinamento di alcune tecniche, come l’acrilico su tela e la pittura murale mono e bi-cromatica. Ogni tematica trattata è fortemente caratterizzata da una reinterpretazione personale, per questo ho spesso associato a soggetti diversi, diverse tecniche. Ogni rappresentazione ha la necessità di raccontarsi, e, per fare questo, deve avere un modo di esprimersi tutto suo, fatto di segni e materiali propri.
Il tema dell’infanzia è sempre stato molto presente nei miei lavori, in quanto amo la carica primordiale e istintiva dei bambini. Come loro, cerco di osservare ogni cosa come fosse la prima volta e ricrearla nel mio mondo, in una sintesi tra maturità espressiva e libertà creativa.
Le mie ultime ricerche stanno prendendo una direzione più ancestrale, si muovono insieme alla natura di cui mi circondo e con cui cerco di vivere, nel rispetto dei suoi frutti e dei suoi abitanti. Ritrovo nella terra, nel femminile, negli animali, il senso più profondo dell’uomo, del suo vivere armonicamente primitivo.SagraStreetArt-92


Denis Riva
, detto Deriva, ha esplorato a fondo il Ganzamonio, sua terra di origine, usandolo come atomizzatore di idee. Perennemente impegnato nella sua ricerca personale, adora sperimentare e fondere tecniche artistiche diverse. Deriva lavora con la precisione dello scienziato, la semplicità del bambino e la produttività della formica, affidandosi anche all’intervento del caso.Riporta l’equilibrio nel caos degli elementi, o lo sconvolge provocando reazioni imprevedibili, in un’oscillazione continua fra ironia e riflessione profonda. Nato nel 1979 a Cento fe, vive e lavora a Follina tv.

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Lucamaleonte
nasce nel 1983 a Roma, città dove vive e lavora. Laureato all’Istituto Centrale per il Restauro della capitale, l’artista ha realizzato i suoi primi lavori sui muri di Roma intorno al 2001. L’inizio è stato con poster e adesivi, ma in breve tempo la sua attenzione si è spostata sulle opere su tela. E’ passato dal perfezionare la tecnica a stencil, che lo ha accompagnato per un decennio, a una ricerca legata alle tecniche calcografiche tradizionali. Oltre cinquanta mostre tra personali e collettive dal 2004 ad oggi per l’artista romano: dalCans Festival a Londra promosso dal guru della street art internazionaleTristan Manco, all’imponente street art group show Scala Mercalli all’Auditorium di Roma, all’esposizione itinerante Twenty Street Artists commissioned by Green Day negli States. Lucamaleonte è stato invitato a esporre in tutto il mondo, da Milano a Melbourne e Adelaide, passando per Berlino, Parigi, e New York. Con il collettivo francese Stencil History X, l’artista ha esposto nelle principali capitali europee, da Londra a Barcellona.

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CANEMORTO
è uno e trino. Tre teste, anzi due e mezzo, che dal 2007 dipingono senza previa autorizzazione su costruzioni in muratura, sassi, mattoni o altro materiale ordinato e commesso con calcina o cemento. Ti è mai capitato di vedere un cane morto al bordo della strada? Di sicuro ti disgusta e ti ripugna, ma non riesci a smettere di fissarlo e, sotto sotto, desideri toccarlo con un bastoncino.

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Nicola Alessandrini
è nato il 31 dicembre del 1977 a Macerata. Ha frequentato la scuola materna di via Panfilo, di fianco al mattatoio comunale: nei ricordi le ricreazioni in giardino fra risa di bambini e pianti di animali. Le scuole elementari le ha fatte al De Amicis, il gruppo dei maschi non lo voleva perchè non giocava a calcio e quello delle femmine perchè era maschio. Durante le medie al Verdi leggeva Buzzati per “antologia”e disegnava carcerati per “educazione artistica”. Al liceo Leopardi andava senza libri e senza compiti solo per vedere la ragazza di cui era di volta in volta innamorato. Poi durante l ‘accademia di belle arti è diventato padre; ha fatto varie mostre e cose belle, nella testa sempre e comunque pianti di bambini e risa di animali.

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Photo credits: Ratatà Festival & Livio Ninni Photography

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