Il mondo urbano malato di Millo ad Avellino

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A ricordarci che, per fortuna, non esistono solo i festival e i mega eventi di street art, ci sono interventi mirati, in zone urbane, spesso periferiche, grigie, disagiate, degradate. Ne sono un esempio gli interventi di cui vi ho già parlato, quali URBAN AREA di A.DNa Project, Creature Urbane a Bergamo, Urban Canvas a Varese.
Nella stessa tipologia rientrano i progetti del Collettivo Boca, in Irpinia, ideatori del “Bonito Contest Art”, evento periodico che punta, con l’ausilio dell’arte urbana, alla riapproprazione degli spazi cittadini e alla trasformazione del tessuto urbano in elemento di comunicazione attiva, portatore di un messaggio.

Quello di cui voglio parlarvi stavolta è il loro ultimo progetto, New Wall Avellino, partito ad agosto 2015 e organizzato in collaborazione con l’associazione PIANO B, “per una diversa visione degli spazi della città. Per creare nuove prospettive e valorizzare attraverso il bello.”

Il primo intervento è stato realizzato ad agosto dallo street artist Millo nei pressi della Stazione Ferroviaria di Avellino, luogo simbolo dell’arte contemporanea nella città di Avellino per la presenza del Murale della Pace di Ettore de Conciliis.
Come afferma David Ardito del collettivo Boca questo murales rappresenta solo una prima tappa di un percorso di performance artistiche nella città di Avellino e nella provincia, sempre in zone ed aree attentamente selezionate e sempre nel rispetto del luogo e dell’architettura circostante.

Barbara Matetich di Piano B parla di un progetto che punti a lasciare “segni emergenti di una nuova partecipazione ai territori ed alle identità dei luoghi. Un progetto che parte dal basso”.

L’opera realizzata da Millo, artista di cui vi ho già parlato in occasione di Urban Area a Salerno, ha come titolo “The world is sick”. L’artista già da diversi anni è noto per i suoi grandi murales ricchi di dettagli, con un utilizzo quasi esclusivo del bianco e nero. Obiettivo principale, che ben sposa quello di New Wall Avellino, è quello di far riflettere sulle “foreste urbane”, sull’industrializzazione, sulla speculazione edilizia, il tutto evidenziato da figure infantili che, nate e abituate a queste realtà, addirittura giocano con fabbriche ed elementi urbanistici.

Maggiori informazioni:

Pagina Facebook di Piano B
Sito di Collettivo Boca

Foto credits: Francesco Del Franco

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