#NEWS – ALT!rove Festival e il concetto di spazio

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ALT!rove Festival 2015: “Interrogarsi sul concetto di spazio attraverso la visione dell’astrattismo.”

A rappresentare questo concetto sono stati chiamati dieci artisti: 108, Alberonero, Giorgio Bartocci, Clemens Behr, Ciredz, Erosie, Graphic Surgery, Sbagliato, Sten Lex e Tellas; ne abbiamo intervistati alcuni.

108: Classe ’78, nasce ad Alessandria, disegna da quando era piccino, negli anni ’90 scopre i graffiti, si trasferisce a Milano dove viene a conoscenza dell’avanguardia russa. Alla fine degli anni ’90 si avvicina all’astrattismo, abbandona il lettering divenendo così 108. Partecipa alla mostra Nusign di Parigi nel 2004, nel 2007 alla Biennale di Venezia.
La sua produzione artistica va di pari passo con l’esplorazione del concetto di astrattismo e sullo studio del colore nero. Il nero, come afferma lui stesso, “fu da un lato una scelta estetica e pratica, dall’altro un simbolo, una presa di posizione”.

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ALBERONERO
: classe ’90, nasce a Lodi, inizia a dipingere verso i 15 anni, seguendo i più grandi. Studia al Politecnico, da qui unisce i suoi lavori per strada a ciò che ha studiato. Nel 2012 va a Miami dove partecipa a Meridiani collaborando nella riprogettazione dello showroom, riutilizzando dei tessuti. Nel 2014 partecipa al Festival Blackcircus in Ucraina. L’insieme emozionale del paesaggio è rappresentato con il colore e col la variazione di scelte cromatiche. Utilizza il quadrato come annullamento della forma.

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SBAGLIATO
: nascono nel 2011, sono 3 ragazzi, due studenti di architettura e uno di grafica, ai quali in un secondo momento se ne aggiungerà un quarto. Ad accomunare i quattro l’intenzione d’interagire con uno spazio urbano. Partecipano al Festival Memorie Urbane, il Mura Mura Fest di Pizzo Calabro e la prima edizione di ALT!rove Festival 2014. Utilizzano la tecnica paste-up, campionano elementi architettonici, l’impaginano e poi li ristampano a grandezza naturale. Giocano con l’architettura e gli spazi su cui intervengono, interrompendo la monotonia di chi guarda. Quello che vogliono creare è un dialogo con l’ambiente che c’è attorno.

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GIORGIO BARTOCCI
: classe ’84, nasce a Jeti ma il suo percorso artistico si sviluppa nella città di Milano.
Nasce dai graffiti, ma di pari passo emerge la sua passione artistica per le sperimentazioni. Studia e si specializza in grafica e comunicazione visiva all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino. Ha inaugurato la stanza d’artista al piano underground della Casa dell’Architettura a Roma, con la mostra “Principia” curata da Giorgio De Finis. Nel 2015 ha esposto le sue tele nelle mostre personali 7 Fragments al Grauen Studio di Monza e DupliCity allo Studio d’Ars di Milano. Più che uno street artist si definisce un muralista contemporaneo. Si rifà alla pittura rupestre, rivisitandola in chiave moderna.

giorgio bartocci
Parlando con questi artisti e guardando, poi le loro opere è come se si leggessero le loro parole, come una sorta di lettera gigante dove non ci sono lettere, ma immagini e colori che abbelliranno i quartieri periferici della città di Catanzaro.

Roberta Gigliotti

 

Photo creditsThe Blind Eye Factory

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