Il throw up “scomposto” del writer di Napoli Robe, Dias crew

Il writing non è solo bombing, è anche divertimento e sperimentazione. Ne è un esempio questo innovativo e “sezionato” throw up di Robe (Napoli, Dias crew)

Ognuno ha la sua visione del writing e ognuno si emoziona davanti a stili e approcci completamente diversi tra loro. Personalmente, sia su treni e metropolitane che sui muri, amo chi cerca di sperimentare con le lettere e, soprattutto, di divertirsi. Uno di questi è Robe di Napoli, della crew Dias Uht.

I luoghi abbandonati sono spesso il luogo ideale per i writer per andare a dipingere insieme agli amici e trascorrere una bella giornata in compagnia, ma sono anche la situazione perfetta per cercare nuove soluzioni stilistiche, nuove chiavi di significato e magari per integrare in maniera creativa i propri pezzi nell’ambiente circostante. Qualche giorno fa ho passato una giornata in una fabbrica abbandonata di Napoli con Foko e Robe (Dias) e vorrei condividere con voi questo bell’esempio di throw up “innovativo”.

Scomposizione sperimentale: throw up da “fare e disfare”

Tra i tanti pezzi realizzati nel corso della giornata quello che più di tutti ha attirato la mia attenzione è stato un throw up assolutamente inusuale realizzato da Robe. Dopo aver individuato un muro esterno di mattoni, separato da altri capannoni da muri divisori e caratterizzato da una lastra di plastica traforata attaccata con dei chiodi, ha optato per questo spot per dipingere un throw up che coprisse in parte il muro e in parte la lastra. Con l’aiuto di Foko ha poi rimosso i chiodi utilizzando uno scalpello arrugginito, e sulla parte di muro rimasta bianca perché precedentemente ricoperta dal pannello ha disegnato di nuovo la parte mancante del graffito.

Per ogni passaggio una fotografia

Quello che ne è risultato è quindi un throw up completo su muro ed una lastra che riproduce una sua sezione, come se fosse un quadro. Pochi semplici passaggi, ciascuno documentato da una foto, per mostrare come un semplice throw up, grazie a un po’ di fantasia, improvvisazione e ai mezzi rudimentale trovati in loco, possa trasformarsi in un gioco, senza alcuno scopo di lucro. Il pannello dipinto, infatti, è stato lasciato lì, appoggiato a terra, esattamente nel posto a cui appartiene.

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