OX e VLADY attaccano il sistema con 7 billboard a Biancavilla

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OX, l’anonimo e prolifico artista francese, famosissimo per i suoi attacchi alla pubblicità, sta avviando una serie di collaborazioni con vari artisti internazionali. Mi racconta Vlady Art, di cui ho già avuto il piacere di parlarvi, che da qualche mese ha trovato nella sua casella di posta una piacevole ed inaspettata proposta di collaborazione da OX.
I due artisti si seguivamo da tempo ma non si erano ancora mai scritti: hanno deciso di non fare viaggi, ma di coordinarsi e di collaborare via posta. Il risultato è finito affisso in 7 finti billboard pubblicitari.Questa è una tipologia di intervento che fa parte della grande famiglia di azioni contro la pubblicità: liberation billboard, subvertising, brandalism, artivismo ecc. Nulla a che fare con il disegno o la pittura sui muri, perché questo è sempre e per forza un’azione illegale a discapito della pubblicità; altrove o con permesso perderebbe ogni valenza.OX aveva già realizzato diverse affissioni in Italia, ma mai in Sicilia.

Per prima cosa hanno vagliato numerose possibilità, per poi giungere alla decisione che è giusto “decentralizzare” il sabotaggio e dare priorità alle locandine stesse: Biancavilla, paese vicino l’Etna, è stata scelta unicamente per queste 7 “piccole” billboard allineate, quindi più spettacolari come impatto visivo.Vlady ha elaborato un disegno ad hoc (riprendendo la forma e le dimensioni delle locandine), mentre OX ha giocato invece sulla parodia dei colori pubblicitari. Al contrario dei normali manifesti, i lavori non sono stampati ma dipinti e disegnati a mano: non è un lavoro grafico ma un vero lavoro d’arte, site specific. Il lavoro di OX stupisce per le campiture che sembrano stampate, mentre Vlady preferisce un segno più “rude”, meno grafico. 

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E la gente del posto come ha reagito? Vlady racconta che i locali non hanno mai visto questo genere di attacchi al sistema: probabilmente pochi lo coglieranno, perché assai subdolo, ma è bene che la sovversione interrompa anche la loro secolare routine, seppure per un’istante, poiché carta coprirà carta e tutto andrà perso in pochi giorni.

Il punto è proprio questo: chi se ne accorge? Chi capirà l’azione? Davvero questo lavoro potrà interrompere la loro quotidianità, bulimica di media e spot? Forse NO: ecco perché è importante iniziare, da un luogo “normale”.
Molti probabilmente non se ne sono nemmeno accorti ma è questo che rende l’azione ancora più interessante, dice Vlady, che continua: “le migliori azioni di sovversione sono quelle che passano quasi inosservate. C’è qualcosa di strano nel quadro ma pochi lo notano. Gli unici che sicuramente hanno capito sono stati i proprietari degli stendardi, che hanno scritto su Facebook, ma hanno anche capito che non c’è nessuna questione personale. Più che un attacco è infatti un prestito, una licenza poetica, una dimostrazione una tantum che non avrà seguito o ripercussioni sul loro lavoro sul lungo termine”.vlady_ox_4

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