Ritorno in Sicilia, parte 1: Palermo, Salemi, Gibellina

Ho resistito solo quattro mesi prima di tornare in uno dei posti più belli d’Italia, terra del sole, del mare cristallino ma soprattutto delle persone solari, positive e propositive, di artisti locali emergenti ma talentuosi e della street art perlopiù non ufficiale legata al territorio. Chi mi conosce e ha seguito in tempo reale il mio viaggio in Sicilia ad agosto, che anche se in ritardo non potevo non raccontare, si sarà fatto grandi risate: ero partita per “due tranquille settimane di vacanza a Palermo” e mi sono ritrovata a viaggiare quasi tutto il tempo, piacevolmente in balia della street art, lavorando anche attivamente a laboratori di arte urbana in quartieri popolari.

Cercherò di sorvolare sul lato vacanziero del viaggio e di mostrarvi le tappe principali, con lo scopo non solo di raccontarvi del lavoro di artisti straordinari, locali e non, ma anche di opere che vi invito ad andare a scoprire e realtà di associazioni che operano sul territorio e sui quartieri, ricorrendo alla street art come strumento di aggregazione e miglioramento, all’interno di progetti ampi e strutturati nel tempo.

Palermo: tra artisti locali e di passaggio

Non c’è niente da dire, al di là dei problemi evidenti della città e del degrado di alcuni quartieri, che gli conferisce comunque un certo fascino, Palermo resta una città di fermento artistico e culturale, terreno fertile per la street art. A capirlo, come vi ho già raccontato, non sono solo artisti locali ma artisti venuti da tutta Italia e dall’estero. C’è da dire che chi è di passaggio quasi sempre torna, rapito dalla sua bellezza… come appunto la sottoscritta. E c’è chi vi si trasferisce per lunghi periodi, portando avanti progetti legati al sociale, al territorio, ai quartieri disagiati.
Oltre alle splendide opere seminate qua e là da artisti quali Collettivo FX, Julieta Xlf, Nemo’s, Ema Jons, ecc ecc ho avuto il piacere di trascorrere un po’ di tempo e scoprire i nuovi lavori di due artisti locali davvero talentuosi, ovvero I Mangiatori di Patate e Bloom, nonché di ammirare la bella combo nel quartiere Vucciria degli artisti Tilf ed Ema Jons.

Tilf + Ema Jones @ Vucciria, Palermo ~ #urbanlivesontheroad

Una foto pubblicata da Urban Lives (@urbanlivesit) in data:


Sempre durante i miei “giorni palermitani” Collettivo FX e I Mangiatori di Patate hanno realizzato due imponenti murales in una casa abusiva, sul lungomare Cristoforo Colombo a Carini, vicino Palermo. Nello specifico gli artisti hanno espresso la loro protesta per questo tratto di lungomare, fortemente inquinato e fuori norma: il sistema depurativo è praticamente inesistente, e lo smaltimento degli olii e dei rifiuti avviene direttamente in acqua, senza alcun controllo.
Vi invito allora ad andare a cercare il bambino nel sacchetto dei rifiuti di Collettivo FX e il pesce-bidone nel mare-discarica di Carini, Palermo. E magari di pubblicare le foto, se vorrete con hashtag #UrbanLives, così da riaccendere l’interesse di media e cittadini su una questione grave, da troppo tempo rimasta irrisolta.

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Salemi: Street Art Lab con Collettivo FX, Nemo’s e Julieta Xlf

Seconda tappa del mio viaggio “#UrbanLivesOnTheRoad” in Sicilia è stata Salemi.
Da un progetto dell’associazione di Palermo Sguardi Urbani, che promuove un’idea di città alternativa, sostenibile e inclusiva. attraverso interventi sul territorio, di sviluppo locale, è stato organizzato uno street art lab con Collettivo FX, Nemo’s e Julieta xlf, a cura degli assessorati alla politiche giovanili e assessorato alle politiche sociali, Salemi, all’interno del festival “Costruire Visioni”.
Ringrazio Collettivo FX per l’invito a partecipare, in qualità di assistente-osservatrice.
Il laboratorio ha visto per quattro giorni la partecipazione attiva dei bambini di Salemi, che insieme agli artisti hanno ridato colore a un’imponente fontana abbandonata, nel centro della città, mai stata terminata a causa di problemi tecnici di progettazione e (pare) mancanza di fondi. È stata per me la prima partecipazione a un intervento che avesse una componente non solo artistica ma anche sociale: ho potuto infatti osservare le dinamiche ma soprattutto il coinvolgimento dei ragazzi del quartiere, i quali, sotto la guida dei tre bravissimi artisti, hanno non solo dimostrato forti dote creative e collaborative ma si sono in qualche modo riappropriati di uno spazio urbano in disuso. Un piccolo passo a cui spero seguiranno altre iniziative locali, ma sicuramente la dimostrazione di come la forza di volontà di una piccola associazione e l’intervento di artisti tanto in gamba possano costituire una piccola ma importante case study nazionale.

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Gibellina: gli interventi di Collettivo FX, Nemos e Julieta Xlf in omaggio alla città

Una volta concluso il laboratorio di street art, tra chiacchierate, mare e relax, io, Nemo’s, Collettivo FX e Julieta abbiamo avuto modo di trascorrere due intense e bellissime giornate a Gibellina. La prima incursione artistica è avvenuta di notte in centro città a Gibellina nuova, ovvero la città sorta dopo il terremoto del Belice del 1968.
I tre artisti hanno scelto punti diversi e intenti diversi. Collettivo FX ha portato avanti il suo progetto di arte per sensibilizzare gli abitanti del quartiere a riconoscere, riflettere e approfondire la storia del personaggio che ha dato il nome alla via, in questo caso A. Veneziano, Julieta ha adattato cromia e forme del suo personaggio al muro e alla città e Nemo’s ha rappresentato un uomo che fuoriesce, nuotando, dal cemento.

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Il giorno dopo abbiamo invece visitato il Museo di Gibellina, un posto già di per sé incredibile per la posizione e la vista sulla campagna del trapanese, nonché di rilievo da un punto di vista storico-culturale. Gibellina ospita infatti una collezione di circa 2.000 opere d’arte formata attraverso il contributo di numerosi artisti italiani e stranieri, fra cui Schifano Accardi, Afro, Consagra, Guttuso, Pomodoro e Rotella, chiamati in passato dall’ex sindaco della città Ludovico Corrao per la ricostruzione della cittadina l’illuminata e per “umanizzare” il territorio. La giornata non poteva non proseguire tra le colline di Gibellina Vecchia, dinanzi al famoso Cretto di Burri.

Ed è proprio in un edificio abbandonato situato a poca distanza dal cretto che i tre artisti hanno deciso di omaggiare la città con tre bellissime opere. Julieta ha scelto una delle stanze dell’edificio per dar forma al suo personaggio, che per l’occasione di scompone in frammenti simili a quelli del cretto. Anche i colori scelti rimandano a quelli della terra circostante.
Nemo’s ha fatto “affacciare” uno dei suoi personaggi, stavolta decapitato, dall’edificio: un invito ai passanti a fermarsi ad ammirare il cretto. E infine Collettivo FX ha omaggiato Corrao con un imponente ritratto che osserva il cretto, corredato dalla scritta “Cosa sarebbe l’uomo senza il soffio rigenerante dell’arte?”.
Se vi capita quindi di attraversare la splendida campagna trapanese fermatevi ad osservare il cretto e il soffio rigenerate della street art, che incontra e omaggia quello dell’arte contemporanea.

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