Viaggio a caccia di arte urbana: Milano-Parma-Reggio Emilia

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Poco meno di un mese fa ho intrapreso uno dei viaggi più intensi e forse completi degli ultimi mesi: completo da un punto di vista delle esperienze, degli incontri, dei luoghi e delle situazioni, tutte legate all’arte urbana o all’arte di strada. Fino all’ultima tappa, una bella giornata di sole in un posto incredibile immerso nella natura, con tanti artisti.

Milano-Parma-Reggio Emilia tra birre, foto, mostre e street art

Partendo da Roma ho trascorso prima tre giorni a Milano, in compagnia degli amici e artisti Riky Boy ed Espi e di Federica Belmonte di Napoli Paint Stories: tre giorni di mostre, quella di Blek le Rat alla Wunderkammern (con tanto di dedica all’artista per Urban Lives), e quella alla galleria Galleria Patricia Armocida (dove spiccavano una tela dei miei amati Os Gemeos e due schizzi di Ericailcane e Blu), ma anche e soprattutto di arte di strada: dall’arte pubblica, a quella illegale, a quella di spazi occupati, tra cui il Leoncavallo, ovviamente incluse le opere di Espi e Riky Boy. La “street art” che dicevano essere morta a Milano io l’ho trovata, eccome, e al di là dei grandi nomi sostengo e continuerò a sostenere artisti come loro, con una grandissima voglia di sperimentare stili e tecniche diverse, di interagire con il territorio, di lasciare un segno o un messaggio, di ascoltare e incontrare altri artisti.

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Di street art ne ho trovata talmente tanta che prima di fare un resoconto completo voglio tornare a osservare e fotografare tutto. Nei tre giorni non sono mancati incontri con altri artisti e interessanti chiacchierate.
Dopo i tre giorni milanesi, per me appunto fondamentali per esplorare meglio la scena locale, o diciamo in generale la scena, zainone in spalla mi sono spostata in Emilia Romagna. Due giorni altrettanto intensi tra Parma e Reggio Emilia.

Parma: una città da riscoprire e valorizzare

A Parma per il secondo (bellissimo) tatuaggio da James Kalinda ma anche una bella passeggiata in macchina con Pepecoimermuda, tra murales e pezzi storici. Ho avuto modo di scoprire non solo nuovi artisti ma anche di fare qualche considerazione su una città tanto bella e tanto interessante per la scena locale e “limitrofa” e con un grande potenziale a livello di strutture. Davvero un peccato che manchino quasi del tutto progetti concreti legati all’arte urbana, magari legati alla riqualificazione delle periferie e dei tanti capannoni in disuso. Mi autocandido con le associazioni locali per elaborare insieme qualche proposta e ringrazio Pepecoimermuda per avermi reso partecipe degli aspetti belli e brutti della sua città, artisticamente parlando.
E tornerò presto anche a parlare di lui e del suo originale progetto artistico legato alle cassette della posta di Parma.

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Ritorno a Reggio Emilia: jam domenicale alle Officine Reggiane, con i reggiani

A Reggio Emilia, dopo tanto, l’emozionante ritorno nella mia ormai seconda casa, le Officine Reggiane. Unica vera sorpresa iniziale: ritrovarmi inaspettatamente a percorrere una strada asfaltata, che attraversa il primo storico capannone: un timido cenno di riqualificazione delle Reggiane.
Abbraccioni, risate, birra, jam e treni merci e una bella passeggiata in alcuni dei posti che erano per me rimasti ancora inesplorati, in compagnia di Reve+ (sul quale non vedo l’ora di scrivere un articolo). Tanti gli artisti presenti: Hang, Psiko Patik, Bibbito, Collettivo FX, Pepecoimermuda, Lo Sbieco, Mr Dada. Un bellissimo sole a illuminare la giornata e come sempre clima allegro e produttivo: tanta voglia di chiacchierare ma anche tanta voglia di pittare. Le Reggiane sono un posto magico, chi segue e legge Urban Lives da tanto sa cosa ne penso e ne conosce già le caratteristiche e le potenzialità: sono una realtà unica in Italia, e non parlo solo della struttura in sé ma del costante impegno e lavoro della scena locale, “Graffiti Reggio Emilia“, che ha saputo, in anni di pittate e riqualificazione, ridare vita, colore e dignità a un luogo storico.
Ma di questo tornerò a parlarvi presto.

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Una volta tramontato il sole ho preso il treno, direzione DEM. Prima del viaggio avevo avuto modo di parlarci al telefono e l’incontro ha confermato la prima impressione: un artista poliedrico e creativo, con una grandissima preparazione e non ultima una grande voglia di raccontare, confrontarsi, ascoltare. Una bellissima accoglienza e una interessante chiacchierata, tra stampe, libri, disegni, oggetti di ogni tipo e ossa, che ha fatto da preludio all’ultima tappa del mio viaggio: la jam naturalistica lungo l’Adda (la bella fine di un lungo viaggio)

To be continued…

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