Weekend di graffiti in Emilia Romagna: visita a Narnia

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Weekend di graffiti in Emilia Romagna: visita alla fabbrica abbandonata “Narnia” in compagnia degli artisti Void, Brome, Unplenair, Persona Generica e Inch

Chi ha seguito il mio blog fin dalla nascita e chi ha letto il mio libro Urban Lives – Viaggio alla Scoperta della Street Art in Italia conosce bene il mio legame profondo con l’Emilia Romagna, terra di persone semplici, allegre e accoglienti, amicizie consolidate, belle fabbriche abbandonate, paesaggi incantevoli e una vulcanica scena artistica… oltre naturalmente ai miei amati vino e tortelli.
Avendo nel mese di marzo solo due giorni a disposizione per viaggiare ho dovuto sacrificare qualche città e ho deciso di concentrarmi sulle novità, con incontri nuovi e posti nuovi. Non potevo fare scelta migliore poiché il risultato sono state due giornate intense ed entusiasmanti, con bellissime persone. La prima l’ho trascorsa in una spettacolare fabbrica abbandonata, non a caso ribattezzata Narnia, in compagnia di alcuni artisti e writer tra cui Void (che già conoscevo di persona) e Brome (che già conoscevo via chat), mentre la seconda insieme a Demop, writer old-school che volevo incontrare da tanto, in giro per Bologna tra pezzi storici, hall of fame e lungolinea.

Alla scoperta di Narnia, tra esplorazione, graffiti e un tramonto indimenticabile

Era da un paio di anni che sentivo parlare di questa fantomatica fabbrica abbandonata, un luogo immenso e decadente, in cui le tante costruzioni e palazzi appaiono cristallizzate in un tempo indefinito, coperte come sono da polvere, ruggine e da una natura incombente. Ebbene, da quando questo incantevole posto in Emilia Romagna è stato scoperto da alcuni writer e artisti, si sono susseguite foto di pezzi e racconti di amici che avevano avuto il piacere di dipingerci. L’urgenza della mia visita a Narnia, oltre che dalla mia curiosità e dall’invito in sospeso da tanto tempo di Void e Brome unita al desiderio di vederli dipingere insieme, è stata dettata soprattutto dalla graduale demolizione in atto al suo interno, un po’ come successe due anni fa con le Officine Reggiane a Reggio Emilia. Insomma, dovevo assolutamente cogliere al volo quest’occasione. Dopo un’immancabile mangiata di tortelli alla zucca, mi sono incontrata con Void, dopo qualche mese dal nostro incontro ad Atene e più di un anno da quello in giro per fabbriche abbandonate in Emilia. Dopo una bella camminata nella natura, siamo finalmente entrati dall’accesso segreto e prima di raggiungere gli altri del gruppo mi ha portato a fare un giro in un paio di edifici. E’ difficile descrivere l’emozione e l’adrenalina di esplorare un posto simile, così come affascinante è stato poter osservare di persona vecchi pezzi di Void e Brome che tanto avevo apprezzato in foto su Instagram.

Finito questo primo giro ci siamo incontrati con gli altri, ovvero con Brome e i suoi amici Unplenair, Persona Generica e Inch. I ragazzi avevano già scelto una stanza molto grande in cui dipingere tutti insieme, e mentre davano una mano di sfondo ho iniziato a scambiare due chiacchiere, uno per uno, con tutti; compagnia bellissima, un bel clima allegro e rilassato e, come avrei scoperto da lì a poco, una produzione artistica di alto livello e assolutamente eterogenea, dall’astrattismo “oscuro” di Void, a quello del lettering organico di Brome, alle forme colorate dalle tinte accese di Unpleanair, al puppet colorato di Inch fino al post-graffitismo geometrico di Persona Generica. A prescindere da tecniche e stili, ogni pezzo aveva in sé qualcosa di speciale e, oltre a sposarsi perfettamente con gli altri, acquisiva ancora più potenza pittorica grazie alla bellezza del luogo.

Il pomeriggio in loro compagnia è davvero volato via e mentre dipingevano mi sono allontanata solo una mezz’oretta per scattare qualche foto. Prima del tramonto Persona Generica e Inch hanno dipinto velocemente in un altro edificio e poi tutti insieme ci siamo incamminati per un ultimo pezzo di gruppo nella parte opposta di Narnia. Attraversarla per intero mi ha dato l’opportunità di osservare meglio e fotografare i sylos arrugginiti e in parte dipinti, che, al centro del sito, emergono imponenti da un suggestivo lago di acqua piovana. Giunti a destinazione mi siedo sul prato, mentre gli altri, dipingendo a turno con spray o con asta e rullo, danno vita a una combo freestyle su un sylos. Nell’opera, tanto interessante quanto enigmatica, sembra quasi di intravedere forme anatomiche, profili e strane figure astratte. Finito di dipingere ci incamminiamo verso l’uscita, godendoci quello che è per me uno dei tramonti più belli che abbia mai visto, sospeso com’è tra le rovine architettoniche. Mentre scavalchiamo per uscire, vengo quasi sopraffatta dalla bellezza visiva delle immagini di Narnia che si affastellano nella mente, e prego di avere un’altra occasione per esplorare ancora un po’ di quel luogo magico e fuori dal tempo.

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